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Successo del digiuno rivolto al sindaco Tagliani

 

Arrivato all’undicesimo giorno, ho potuto interrompere il digiuno di dialogo con il Sindaco di Ferrara Tagliani, dopo un incontro con lo stesso. L’iniziativa nonviolenta era finalizzata al rispetto delle regole e della legalità: in particolare all’attuazione della delibera presentata dai Radicali tre anni fa con 500 firme autenticate di accompagnamento e poi approvata all’unanimità dal Consiglio comunale. Delibera per la piena trasparenza di tutti gli atti del Comune, anche sull’operato dei consiglieri e degli assessori comunali, ovvero per l’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati. All’incontro con il Sindaco era anche presente il capogruppo comunale del Pd Simone Merli che ringrazio particolarmente per la sua opera finalizzata al raggiungimento dell’obiettivo.

Nel corso dell’incontro si è deciso di avviare con assoluta urgenza un gruppo di lavoro di cui faranno parte lo stesso Merli, il segretario comunale, il presidente del Consiglio comunale, i funzionari di riferimento e un gruppo di esponenti dei Radicali, al fine di arrivare (entro 15 giorni a parere del sindaco, entro 30 giorni a nostro parere) della piena attuazione della delibera. Sulla Home page del sito internet del Comune si dovrà preparare un’icona “Anagrafe pubblica degli eletti” cliccando sulla quale si apriranno nuove finestre; di seguito sarà possibile accedere in modo semplice e per tutti agevole ad ogni aspetto relativo alle attività dell’amministrazione comunale.  Non solo dati indispensabili al fine di “conoscere per deliberare”, diritto essenziale per i cittadini, ma anche trasparenza assoluta su ogni azione del Comune, non solo dei consiglieri e degli assessori comunali.

Si è anche confermata l’esigenza di conferire un pubblico riconoscimento “per passione e amore civile” ai genitori di Federico Aldrovandi, ragazzo ferrarese che morì a 18 anni, il 25 settembre 2005, dopo una colluttazione con quattro agenti di polizia, già condannati per la sua morte. L’intera vicenda, dopo evidenti tentativi di insabbiamento, venne alla luce solo grazie al coraggio dei genitori.

Fa piacere ricordare che quando una iniziativa nonviolenta arriva al pieno successo non ci sono vincitori e vinti ma solo vincitori. Vince chi la attua ma, come in questo caso, ha vinto anche il Sindaco che finalmente dà attuazione ad una fondamentale delibera approvata, rispondendo così a un dovere e a un obbligo, e vincono tutti i cittadini che saranno messi nelle condizioni di conoscere e di valutare le azioni dei propri eletti.

 

Mario Zamorani

Presidente di Radicali Ferrara

 

Anagrafe Pubblica degli Eletti a Ferrara, Zamorani all'ottavo giorno di digiuno

 

Continua, ottavo giorno, il digiuno di dialogo con il sindaco Tagliani, volto ad ottenere il rispetto delle regole, a partire dall’immediata attuazione della delibera di iniziativa popolare (con oltre 500 firme autenticate raccolte dai Radicali per presentarla) per la totale trasparenza di tutti gli atti del Comune – ogni cosa in rete sul sito del Comune e facilmente consultabile – e di tutte le azioni di consiglieri ed assessori comunali. Delibera chiamata “Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati e per la trasparenza degli atti” che, presentata dai Radicali appunto, fu approvata all’unanimità dal Consiglio comunale ben tre anni fa e mai attuata.

Una iniziativa nonviolenta si sviluppa sempre lungo percorsi non previsti e induce azioni e risposte inattese. Venerdì 16, all’ottavo giorno di digiuno, posso comunicare alcuni fatti nuovi. Anzitutto l’intervento caldo e partecipato del capogruppo del Partito Democratico in Comune Simone Merli, con il quale ho avuto un lungo e cordialissimo dialogo. Per questo suo intervento e interessamento, finalizzato ad aiutare il risultato pieno dell’iniziativa nonviolenta, lo ringrazio e gli sono riconoscente. Infine la chiamata del sindaco Tagliani, che avrò l’opportunità di incontrare il giorno lunedì 19. Nel frattempo continua il mio digiuno, animato da fiducia nei confronti del Sindaco e dalla speranza che nel corso dell’incontro si raggiunga l’obiettivo, a garanzia dei diritti fondamentali di conoscenza di tutti i ferraresi.

 

Cordiali saluti.

 

Ferrara, 16 marzo 2012  

 

                                                                       Mario Zamorani

                                                             Presidente di Radicali Ferrara

 

Sciopero della fame per la legalità, per la trasparenza, per i diritti di tutti i ferraresi.

 

Venerdì 9 marzo Mario Zamorani, presidente di Radicali Ferrara, inizia una sciopero della fame rivolto al sindaco Tiziano Tagliani. Iniziativa nonviolenta “per la legalità, per la trasparenza, per i diritti di tutti i ferraresi”.

Quasi tre anni fa, dopo una raccolta di Radicali Ferrara di oltre 500 firme autenticate per una delibera di iniziativa popolare per l’Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati e per la pubblicità di tutti gli atti del Comune, la delibera veniva approvata dal Consiglio comunale all’unanimità. A testimonianza dell’importanza della decisione in quei giorni in Municipio si tenne una conferenza stampa con l’allora sindaco Gaetano Sateriale, il presidente di Radicali Italiani Bruno Mellano e Mario Zamorani. Da allora il Comune è stato ripetutamente sollecitato ad attuare la delibera, senza risultati. Oltre un anno e mezzo fa Radicali Ferrara ha anche presentato varie petizioni popolari con oltre 1.000 firme autenticate; una petizione chiedeva l’immediata attuazione della delibera. Ricevuti dal sindaco Tagliani e dalla giunta, fu proprio Tagliani a rispondere su questo punto. “Nell'audizione viene assicurato l'impegno di portare a completa attuazione la deliberazione in questione, compatibilmente coi tempi necessari per la messa a punto degli aspetti tecnici, prevedendo la possibilità di avere nella home page del Comune un'icona "Anagrafe pubblica degli eletti" da cliccare e poter accedere così alle varie informazioni” dice la successiva comunicazione del Comune. Ma non se ne fece nulla.

Pure si chiedeva con una petizione “di conferire un pubblico riconoscimento per passione e amore civile ai genitori di Federico Aldrovandi”. Anche su questo punto rispose Tagliani. Allora confermò l’amministrazione con una nota: “Valutati condivisibili i contenuti della petizione, la Giunta Comunale ha espresso l'orientamento che nel corso della "Settimana della Legalità",  che si terrà il prossimo anno, verrà consegnato ai genitori di Federico Aldrovandi un pubblico riconoscimento da parte dell'Amministrazione comunale”. Ma non se ne fece nulla.

Pure è possibile ricordare che Mario Zamorani in data 28 ottobre 2011 scrisse un lungo documento politico al sindaco Tagliani ma ancora siamo senza risposta alle problematiche indicate. Da notare che i Radicali di Ferrara fanno parte della coalizione di centro sinistra che ha eletto l’attuale sindaco.

Ora con questa iniziativa nonviolenta si intende aiutare il sindaco Tagliani ad intervenire per attuare quanto dovuto a tutti i ferraresi, anche ai Radicali.

 

Radicali Ferrara: Chiederemo i dovuti danni

In relazione al video da noi prodotto sull'esenzione ICI per alcuni immobili che ospitano strutture ricettive che fanno riferimento alla Chiesa di Ferrara, precisiamo che
noi siamo più di chiunque altro parte lesa, sia a causa dell'errore del Comune sia per quanto affermato dalla testata giornalistica Avvenire di oggi e di questo chiederemo i dovuti danni. Il video da noi prodotto è stato reso pubblico alle 9.00 di giovedì mattina. Solo il giorno successivo, intorno alle 16:30, dopo la conferenza stampa del Sindaco, abbiamo saputo che il video era impostato sulla base di un errore clamoroso dell'amministrazione.

 

Ferrara, 18 febbraio   

                                    

                                                            Associazione Radicali Ferrara

                                                         Paolo Niccolò Giubelli, segretario

                                                              Mario Zamorani, presidente

 

ICI e Vaticano a Ferrara [VIDEO]

Aggiornamento del 20/02/2012

**In data 16 febbraio 2012 il Comune di Ferrara ha rettificato le informazioni che aveva rilasciato in merito alla esenzione ICI di due degli immobili oggetto della video-inchiesta dei radicali, dichiarando che il bed and breakfast "Il Cenacolo" e l'hotel "I Gesuati" pagano regolarmente l'ICI dovuta. Per quanto riguarda il Seminario Arcivescovile, il Sindaco ha dichiarato che in base alla normativa vigente, l'immobile gode di totale esenzione ICI.

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[VIDEO-RIMOSSO]

Lettera aperta al Sindaco e alla Presidente della Provincia

 

Segue il testo della Lettera aperta inviata oggi a Sindaco e Presidente della Provincia da Mario Zamorani, Presidente di Radicali Ferrara.
In essa si traccia la proposta di una azione partecipata sul tema: Ferrara fra vent'anni. Chi condivide (oppure il contrario) il senso e il metodo operativo della proposta è invitato, se crede, a scrivere sia a noi, sia alla stampa locale per formulare il proprio pensiero. Nell'auspicio che la stampa locale riprenda il testo.
Grazie per l'attenzione.
                                         Radicali Ferrara
 
 

LETTERA APERTA AL SINDACO E ALLA PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

 

Caro Tagliani, cara Zappaterra, la proposta che vi formulo presuppone un potere che, nel contesto operativo illustrato, si muove in una dimensione inedita e molto rilassata: ascolta e non dirige. Credo e spero vi piaccia.

Ferrara e il suo territorio oggi a molti appaiono senza anima, senza una natura definita. Un frammento di Eraclito dice: Ethos antropoi daimon (per l’uomo il carattere – ovvero la sua natura profonda - è il destino, traduce Hillmann); qual è la natura profonda, o carattere, di Ferrara? Credo sarebbero utili approfondimenti storico-culturali, per meglio conoscere noi stessi e per, quindi, meglio disegnare il nostro futuro.

Tra i molti segnali che parlano di declino che si possono individuare ne scelgo tre.

1) L’annuale e autorevole studio del Sole 24 ore sulla qualità della vita annuncia un grave calo di Ferrara nella graduatoria nazionale 2011, dove la nostra città, retrocessa di 17gradini, risulta ultima in Regione con ben 22 posizioni di distacco rispetto alle altre città dell’Emilia-Romagna.

2) La realtà è fatta anche di simboli e capita che questi arrivino dritti al sentire delle persone. La Cassa di risparmio di Ferrara e la Spal sono soggetti importanti nella nostra storia, con significative valenze simboliche. E sono in evidente affanno e sofferenza, anche e soprattutto rispetto a tempi passati e migliori.

3) Alcuni lustri addietro si decise di investire su Ferrara città d’arte, di storia e di cultura. Ma anche questa scelta, se confermata, ha necessità di cure e di aggiornamenti; mentre il mondo cambia a velocità sempre più sostenuta diviene prioritario essere adeguati alla realtà in continuo e rapido mutamento.

Quando le cose vanno bene, in genere, ci si gode il presente. E’ quando le cose vanno male che si fanno le riforme o ci si  impegna a investire per il futuro. Oggi più che in altri momenti le istituzioni sono attive a risparmiare ogni euro possibile con azioni compatibili con la gravissima crisi economica. E oggi più che mai appare necessario ma anche possibile tracciare uno scenario per il futuro, immaginare e disegnare Ferrara fra vent’anni.

Ecco la proposta. Si individuano 30 persone di Ferrara, scelte in ambiti differenti, ad esempio due o tre economisti, due o tre filosofi, due o tre sociologi, due o tre urbanisti, due o tre psicologi o psicanalisti, due o tre persone del mondo dell’arte, lo stesso nella cultura, e così via  (rigorosamente “no politici”: hanno già il loro spazio). Dovranno necessariamente essere persone libere, creative e capaci di empatia. La natura multidisciplinare appare indispensabile. Si invitano le 30 persone al Teatro Estense e sul tema “Ferrara fra vent’anni” ognuno potrà intervenire per un massimo di 5 minuti: totale circa tre ore. Tutto quello che verrà esposto dovrà poi essere redatto in un testo. Infine a partire da questo testo le 30 persone, assieme, coordinate e dirette in forme da individuare, avvieranno una discussione dove ognuno potrà commentare il tutto. Da qui dovranno infine uscire, in un documento ad hoc approntato, idee, spunti, visioni, progetti e programmi che arricchiranno i nostri amministratori e attraverso di loro la città e il nostro territorio. Scenari per la Ferrara fra vent’anni.

Sarebbe bello e utile che anche i singoli cittadini, in forme e modalità da definire, potessero partecipare, contribuire al futuro della loro città, e comunque il tutto deve svolgersi con metodi pubblici e trasparenti; si tratta insomma di dare corpo alla democrazia, alle persone e alle loro idee, di mettere le energie migliori in movimento. Si tratta anche, e davvero sappiamo quanto sia utile, di avvicinare il Palazzo ai cittadini, e viceversa.

A questa proposta voi potete rispondere con un no più o meno motivato, ad esempio perché va contro la concentrazione del potere, o perché disegna una novità senza precedenti e avversa alla centralità del potere, o perché innesca una dinamica che il potere non può controllare e dirigere, o individuare mille altri motivi di resistenza. Oppure potere alimentare dialogo, trasparenza e partecipazione e puntare dritto verso un territorio sconosciuto, verso un futuro da comprendere e da organizzare assieme.

 

Cordiali saluti.

 

Ferrara, 18 gennaio 2012  

                                                         Mario Zamorani

                                                Presidente di Radicali Ferrara

 

Caro Corrado Augias...

 

Gentile Corrado Augias,
                                   le scrivo (mai in precedenza ho scritto alla Rai) solo per il fatto che la sua trasmissione è una delle rarissime che è possibile vedere in Rai per la sua qualità. Apprezzo molto lei e le sue trasmissioni  per i temi che affronta e per la pacatezza e la ragionevolezza con le quali conduce.
Ma oggi, in presenza del giornalista Telese, lei ha avanzato dubbi e anzi vere critiche sia in assenza  del criticato sia, soprattutto, in assenza delle motivazioni del criticato.
Mi riferisco al voto di Maurizio Turco in rapporto al caso Cosentino. Si è detto o lasciato intendere: ma questi Radicali ... ma cosa fanno ... ma cosa dicono mai ...
Le invio le dichiarazioni di Turco, per sua informazione. Probabilmente non le conosce.
“Oggi purtroppo ancora una volta nulla si precisa e si contesta che alla mia lettura appaia penalmente rilevante come tale all’on. Cosentino, allo stato dei fatti e degli atti ritengo che la richiesta di esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del collega a me pare infondata e frutto di un obiettivo fumus persecutionis, se si fa sforzo diserietà e omaggio alla legge.

Colgo l’occasione per rivolgere a Roberto Saviano un auspicio al grande contributo di lettura e conoscenza che ci può sicuramente venire dalla sua attenzione anche a questo momento della vita parlamentare e della giustizia, temi sui quali noi radicali gli facciamo grande fiducia.”

* * * * * * * *

Dichiarazione di voto del deputato radicale Maurizio Turco sul caso Cosentino che sarà depositata prima del voto della Giunta per le autorizzazioni.

Il contesto ed il testo nel quale maturano le accuse rivolte al collega Cosentino fanno riferimento all’esistenza, storicamente accertata e giudiziariamente cristallizzata, del gruppo camorristico denominato ‘clan dei Casalesi’.

La natura, la struttura, i protagonisti e le dinamiche del ‘clan dei Casalesi’ sono state approfonditamente delineate nelle sentenze conclusive e definitive dei processi denominati Spartacus 1 e Spartacus 2, oltreché nel saggio “Gomorra”.

Sia le citate sentenze, sia il noto saggio, prendono in esame ed approfondiscono un lungo arco temporale di vita dell’associazione criminale di Casal di Principe, paese nel quale è nato ed ha lungamente vissuto l’on. Cosentino. Ciò nonostante e sino al 2005, cioè sino a quando l’on. Cosentino non ha ricoperto un ruolo politico di livello nazionale, le strade del clan dei Casalesi e dell’on. Cosentino non si sono mai, neppure per sbaglio, incrociate. Nessuna traccia nei procedimenti e nei saggi.

Oggi l’on. Cosentino viene accusato di condotte che non hanno, in sé, a alcun rilievo penale e delle quali l’on. Cosentino ha fornito ampia ed esaustiva spiegazione nelle memorie depositate presso questa commissione e che, se vorrà, mi incaricherò di rendere pubbliche.

Gli inquirenti prima ed il GIP poi, vestono queste condotte di rilevanza penale in relazione alla circostanza per la quale l’on. Cosentino sarebbe addirittura il referente politico nazionale del Clan dei Casalesi; affermazione questa che però appare essere del tutto apodittica e slegata da qualsiasi accertamento concreto di un qualsivoglia fatto specifico.

Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che svolgono chiamate di correo nei confronti del collega, senza peraltro attribuirgli mai fatti concreti specifici, oltre a non essere supportate da alcun riscontro obiettivo ed individualizzante- per quanto emerge dalla stessa lettura dell’ordinanza di custodia cautelare – appaiono essere in diversi punti platealmente smentite da dati storicamente accertati di segno assolutamente diverso.

Ritengo pertanto che la richiesta di esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del collega sia infondata e frutto di un obiettivo fumus persecutionis.”

 

Un cordiale saluto.

                                     Mario Zamorani

                           Presidente di Radicali Ferrara

 

ICI e immobili della Chiesa a Ferrara

Oggi i privilegi concessi dallo Stato italiano alla Chiesa cattolica risultano particolarmente insopportabili, visti i pesanti sacrifici che i cittadini e le imprese sono chiamati a compiere, per responsabilità di una intera classe politica bancarottiera, al fine di sanare i conti dello Stato. Per altro fa piacere constatare che il muro di silenzio che circonda questi privilegi si sia rotto in questi giorni a partire da internet, dove grazie anche all’attività di molti militanti radicali (una su tutte: si veda la pagina facebook “Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria”) è stato possibile diffondere, e quindi far conoscere, cifre e dettagli di questo enorme regalo che tutti gli anni facciamo alla Chiesa Cattolica, in contrasto tra l’altro con le direttive dell’Unione Europea. La verità è che non siamo contro la Chiesa, a proposito di Ici noi denunciamo una legge dello Stato che va contro le direttive dell’Europa in materia di normativa sulla concorrenza.

Per la sola esenzione Ici a Chiesa e enti ecclesiastici su immobili che producano reddito, le cifre del mancato introito annuo vanno dai 500 milioni stimati nel 2005 dall’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) fino ai 2,2 miliardi stimati nel 2007 dall’Ares (Associazione ricerca e sviluppo sociale): come si vede si tratta di cifre immense.

Per il futuro intendiamo partire dall’abolizione del privilegio dell’esenzione Ici per abbatterne altri come la riduzione dell’Ires e l’8xmille (oltre un miliardo di euro all’anno alla Chiesa Cattolica  per questa sola voce).

Per il presente, a legislazione vigente, oggi abbiamo inoltrato all’assessore al Bilancio Luigi Marattin una richiesta per sapere se per una serie di immobili c’è dichiarazione di esenzione Ici e se comunque gli stessi sono o meno esenti dall’Ici; e se sì in base a quale normativa. Fra questi immobili ne citiamo alcuni:

- Seminario dell’Annunciazione, via Fabbri, 412;

- “Il Cenacolo”, Arcidiocesi Ferrara – Comacchio, via Fabbri, 414;

- Scuola d’infanzia Nido maternità “Gesù Bambino”, Fondazione Braghini Rossetti, via Castel Tedaldo, 8, 10;

- Liceo Canonici Mattei, via E. d’Este, 15 – 15A e via Armari, 2, 4;

- Istituto, scuola secondaria, di via Roversella, 4;

- Istituto S. Vincenzo, scuola paritaria, piazza Ariostea 12 (e anche 10), anche via Fossato, 13 e via del Gregorio, 14, 14A e 16;

- “Casa Bovelli”, Opera Archidiocesiana della preserv. della fede e religione, via Montebello, 8;

- Istituto S. Cuore, via Borgo di sotto, 49; anche via Madama, 40A;

- San Girolamo dei Gesuati, albergo, ristorante e sale congressi, via Madama, 40A;

- Immobile di via Montebello, 46;

- Campus universitario Collegio don Calabria, Fondazione Zanotti, via Borsari, 4, 4A, 4B;

- Immobile (Ferrara Eventi e altro) di via Borsari, 4C.

Altre, analoghe richieste inoltreremo in futuro; per ora attendiamo la risposta dell’assessore, poi la valuteremo e vedremo quali iniziative assumere. Per altro lo stesso Marattin nello scorso settembre negò l’esistenza di favoritismi nei confronti di Chiesa ed enti ecclesiastici.

 

Paolo Niccolò Giubelli - Segretario di Radicali Ferrara

Mario Zamorani - Presidente di Radicali Ferrara

 

Amnistia per far ripartire l'Italia

 

Siamo venuti a conoscenza del tentativo di suicidio da parte di un detenuto trentaseienne di origini marocchine, avvenuto nel carcere di Ferrara. Di fronte ad eventi tragici di questo tipo noi radicali continueremo a denunciare lo stato di illegalità in cui versano le carceri italiane, ultimo stadio di un sistema giudiziario in agonia, e pur consci del fatto che la maggior parte dei cittadini su questa materia ha avuto e continuerà ad avere una informazione scarsa e deformata, chiediamo con la nostra piccola voce che lo Stato trovi il coraggio di affrontare l’opinione pubblica, che ha fin qui anestetizzato, per porre fine a questa situazione che è ormai intollerabile per tutti: famiglie delle vittime, detenuti in attesa di giudizio, condannati in via definitiva, guardie carcerarie, direttori delle carceri, personale sanitario e così via, fino ad arrivare al sistema economico che non vede investimenti esteri (quelli puliti s’intende) proprio perché le aziende sono le prime a non avere fiducia in una giustizia lenta e inefficace.

I riflettori che le tv accedono sui soliti due o tre casi di cronaca nazionale, ormai spettacolarizzati oltre ogni limite della decenza, sembrano essere orientati proprio per non poter fare luce là dove iniziano i problemi reali delle carceri e della giustizia, che a quanto pare meritano solo pochi minuti ai margini dei telegiornali. Ed è così che le decine di suicidi che ogni anno si contano tra carcerati e guardie carcerarie vengono presto dimenticati, così come gli atti eroici di tutti gli altri soggetti del “pianeta giustizia”, come quello della guardia carceraria di turno che ha salvato in extremis il giovane marocchino. Si tratta di persone trovatesi a lavorare in un ambiente reso ostile proprio dallo Stato, che sulla questione ha scelto di non intervenire nonostante tutto. Vorremmo dunque che fosse evidente a tutti l’urgenza di iniziare un processo di depenalizzazione e di revisione delle procedure, e da subito si proceda con la concessione di un’amnistia per consentire alle riforme di partire e alle carceri di ritornare ad essere un luogo civile.

Paolo Niccolò Giubelli

Radicali Ferrara

 

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