Ri-costituzione di Radicali Ferrara – La mozione

L’Assemblea riunitasi a Ferrara il 14 dicembre 2017 approva la
ricostituzione dell’associazione Radicali Ferrara, aderente a Radicali
Italiani. In particolare:

– ricorda che alcuni anni fa si è scelto di sospendere le attività
dell’associazione Radicali Ferrara in quanto tale, avendo rilevato
ormai una eccessiva distanza tra le opinioni e le iniziative politiche
locali e le battaglie di Radicali Italiani e PRNTT, ormai quasi del
tutto concentrate sul tema dell’Amnistia secondo la linea politica
impostata dal leader Marco Pannella, al quale va il ricordo
commosso dell’Assemblea, pur essendoci stato da parte di alcune
persone il continuo supporto a Radicali Italiani tramite il
tesseramento;
– ringrazia Mario Zamorani e tutti coloro che si sono impegnati in
questi anni nelle iniziative politiche locali, che con la loro
riconoscibilissima matrice radicale, hanno continuato a garantire
l’operatività e la distinguibilità del gruppo di sostenitori radicali
riuniti in questa Assemblea; anche con la campagna per le firme
sulla proposta di legge di iniziativa popolare “Legalizziamo!” per la
regolamentazione legale della cannabis e dei suoi derivati, con
oltre 1.500 firme raccolte assieme ad altri soggetti, e con le oltre
1.100 firme per la proposta “Ero straniero”; e anche con le
numerose iniziative pubbliche, tutte consultabili in video, per la
promozione di cultura politica attraverso l’associazione “Pluralismo
e dissenso”;
– ritiene che le mutate condizioni della “Galassia Radicale”, nella
quale, dopo la scomparsa di Pannella, si è arrivati alla crisi tra
Radicali Italiani e PRNTT, abbiano aperto alla possibilità per un
profondo rinnovamento di Radicali Italiani, che non solo potrebbe
aspirare a competere sul terreno elettorale, tornando ad occuparsi
di tutti quei temi, inclusa la giustizia, che stanno a cuore agli
italiani, ma anche a crescere come Partito e giungere, attraverso
alcune riforme interne, ad una base di iscritti molto più larga con
inevitabili e positive conseguenze sulla struttura e gli organi del
Partito stesso;

– ricorda la breve esperienza della Marianna a cui molti dei presenti
all’Assemblea hanno aderito nel corso del 2016, motivati dalle
originarie dichiarazioni di intenti di Giovanni Negri e Mauro Del
Bue, dei quali è stata condivisa l’iniziale proposta di creare una
forza politica aperta alla competizione elettorale ad ogni livello e
alla partecipazione di persone anche non provenienti dal mondo
radicale, che tornasse ad occuparsi di un’agenda politica più
estesa e in forme più attuali; ne ricorda tuttavia anche la deriva a
destra (e dunque l’esito negativo) e il pesante deficit di democrazia
interna, con le motivazioni che sono state espresse anche in forma
scritta allo stesso Giovanni Negri;
– raccoglie l’invito della Mozione Generale di Radicali Italiani di
coinvolgere i cittadini sugli obiettivi federalisti europei, in
alternativa al ritorno dei nazionalismi;
– si mette fin da ora a disposizione per gli imminenti impegni
elettorali nazionali, sostenendo a vari livelli la lista elettorale
“+Europa con Emma Bonino” che rilanci il progetto di una Unione
Europea federale protagonista nel Mediterraneo e nel mondo sia
per la promozione e il rispetto dei diritti umani, sia per la
costruzione di ponti per la collaborazione tra i Paesi più ricchi e
quelli ancora in via di sviluppo;
– si impegna a sostenere le battaglie radicali su immigrazione,
rispetto dei diritti dei migranti e sulle misure di sostegno
all’integrazione ;
– sostiene Radicali Italiani aderendo alle lotte sulla legalizzazione
della cannabis, sulla riforma della legge elettorale in senso
maggioritario e uninominale, sulla sensibilizzazione sui temi
economici come la povertà e il debito pubblico, sulla giustizia e
sulla regolamentazione del fine vita in senso liberale;
– asserisce la propria volontà di partecipare in forme da definire alle
elezioni comunali ferraresi del 2019 con lo schieramento di centro
sinistra non solo per scongiurare il pericolo di populismi e nuove
destre illiberali, ma anche per incidere su un nuovo e più solido
rapporto fra istituzioni e cittadini, fra Palazzo e Marciapiede, e per
disegnare un Progetto Ferrara. Progetto che, a partire dalla
definizione di identità e ruolo del nostro territorio, disegni la città
del futuro, per un'idea di città di qui a 20 anni, coinvolgendo nel

progetto figure di alta professionalità in molteplici campi,
personalità capaci di ideazione, in particolare scienziati, urbanisti,
economisti, storici, filosofi, psicologi, sociologi, ambientalisti, poeti,
artisti, creando inoltre i presupposti per la partecipazione attiva dei
cittadini ferraresi, prefigurando una smart city che dialoga su se
stessa e aperta al futuro e all’innovazione.

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