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Adesioni al Satyagraha

 

Chiediamo a tutti gli elettori ferraresi di Amnistia, Giustizia e Libertà di aderire, se possono, al Grande Satyagraha per il rispetto dei diritti Umani che lo Stato Italiano sta apertamente violando, a cominciare dalle condizioni dei detenuti nelle carceri e dall’irragionevole durata dei processi.

Molti esponenti radicali, a cominciare da Marco Pannella, stanno portando avanti un digiuno di 5 giorni per arrivare al cuore dello Stato, e chiedere che venga rispettato l’ultimatum della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che l’8 gennaio scorso ha imposto all’Italia di rimuovere le condizioni che causano il sovraffollamento strutturale degli istituti penitenziari e i trattamenti disumani e degradanti cui sono sottoposti i detenuti.

Le adesioni sono già centinaia in tutta Italia, e per ora, di Radicali Ferrara vi stanno aderendo: Luigi Confessore, Felice Bruno, Daniele Bregola e Federico Mongardi.

 

 

Lettera di solidarietà a Marco Zavagli

Chi conosce la storia dei rapporti tra la “Stampa” e i Radicali, sa quanto siano profonde e motivate le critiche da noi riservate alla categoria. Non a caso una storica rubrica radiofonica di Radio Radicale si intitola “Stampa e Regime”.

Ma per prassi Radicale, come contrappasso alla massima criticità, conserviamo la capacità riconoscere la “buona Stampa”. Parafrasando uno dei temi della ultima e silenziatissima (dalla Stampa) campagna elettorale Radicale che recitava #tutti tranne i Radicali, diciamo: #tutti tranne Estense.com, tutti tranne Marco Zavagli.

Questa affermazione naturalmente non ignora il lavoro onesto e appassionato di molti altri giornalisti che nel tempo si sono occupati del caso Aldrovandi, ma va riferita al contesto della stampa ferrarese. Fin dall’inizio mentre testate “storiche” si barcamenavano o, addirittura, fungevano da megafono per la procura e la questura, Estense.com praticò il diritto di cronaca fino in fondo. Da allora fino ad oggi con coerenza e passione civile.

La stessa passione civile che negli anni ha animato il desiderio di Giustizia e verità della famiglia di Ferderico Aldrovandi.

Purtroppo, e veniamo al fatto, la maggioranza delle sigle sindacali di Polizia s’è schierata, da subito, senza se e senza ma al fianco dei quattro agenti che il 25 settembre 2005 effettuarono un “controllo” di polizia così violento da uccidere un ragazzo diciottenne, incensurato e disarmato.

Nessun dubbio quindi, nessuna vera riflessione sui fatti. Solo un riflesso conservativo  che non prevede ne’ ammette neppure in ipotesi l’errore, il delitto.

Un comportamento corporativo, “sindacale” la cui componente individuale espressa dall’atteggiamento tenuto dai quattro poliziotti coinvolti è alla base delle motivazioni espresse dal tribunale di sorveglianza di Bologna che ha rifiutato i domiciliari per i quattro colpevoli secondo tre gradi di giudizio non riuscendo a: «il tribunale a individuare qualsivoglia elemento di meritevolezza atto a sostenere la concessione e poi la corretta fruizione, ai fini rieducativi, dei benefici penitenziari».

In questo quadro Il Coisp, è protagonista dell’ultimo capitolo di questa triste storia. Privi di qualsiasi dubbio, arrivano a denunciare all’Ordine Nazionale dei Giornalisti la testata Estense che in un articolo di Marco Zavagli “smonta” le tesi assolutorie e vittimiste sostenute dal sindacato anche in occasione del “tour del camper della solidarità” che ha toccato fatto tappa principale a Ferrara nei giorni scorsi.

Così come ha fatto l’Ordine stesso, rigettando le richieste del Coisp, esprimiamo la nostra piena solidarietà a Estense.com e a Marco Zavagli. Non solo su questo ultimo episodio, ma su tutto il comportamento che la testata ha tenuto nella vicenda.

Quello che noi Radicali, come a molti cittadini, sta a cuore è l’accertamento di una verità che non sia un atto di vendetta, ma il frutto di percorso processuale inequivocabile.

Pare che questo principio basilare sia difficile da affermare nel nostro paese come purtroppo si è dimostrato in tutti quei casi dove lo Stato è venuto meno al suo dovere di protezione nei confronti dei suoi cittadini “affidati” ai suoi Rappresentanti.

Dal povero Federico fermato per un controllo, a Stefano Cucchi detenuto e deceduto alle decine e decine di detenuti “ignoti” che muoino di suicidio nelle nostre famigerate e pluricondanatte carceri, la nostra solidarietà va a coloro che non si arrendono alle fatalità e all’inverosimile:

Alla Famiglia Aldrovandi e a Marco Zavagli.

Associazione Radicali Ferrara

 

Post comunisti e post democristiani allergici ai radicali

Il PCI di Ferrara fu semplicemente perfetto con lo storico patto di ferro

Soffritti-Cristofori, perfetta immagine delocalizzata del compromesso storico

di Roma fra PCI e DC. Così  nel PD di Ferrara post-Sateriale, con i post-

comunisti e i post-democristiani, Tagliani e Calvano hanno scelto la cacciata

dei Radicali di Ferrara dalla locale coalizione di centro sinistra. Del resto

vassalli e valvassori possono non essere sintonici con il feudatario, ovvero

Franceschini?

E cosa succede poco dopo? Succede che nel suo furore anti-Radicali il PD di

Bersani rischia il masochismo della sconfitta, sceglie la linea con tutti ma

non con i Radicali, e rifiuta persino l’idea di un incontro o di un

apparentamento. Seguendone la linea, anche uno dei migliori fra i PD,

Zingaretti, per le elezioni regionali del Lazio rifiuta l’apparentamento

dichiarando che nelle liste radicali di Amnistia, Giustizia, Libertà (ripeto:

nelle liste radicali, non nelle sue) non dovevano starci i due consiglieri

radicali uscenti che avevano dato il via alla denuncia delle malefatte della

regione Lazio, nelle quali malefatte erano coinvolti tutti i partiti, PD

compreso. Poi la stessa cosa fa Ambrosoli nella regione Lombardia. Eppure con l’

uno, due o tre per cento dei nostri voti si potrebbe vincere o perdere in

luoghi chiave (alla luce della legge elettorale vergognosa che tutti, PD

compreso, si sono tenuta ben stretta) come la regione Lombardia, elettoralmente

considerata l’Ohio d’Italia, nel senso che lì si rischia di vincere o di

perdere tutto, almeno per il Senato.  Ma, per il PD, sembra che sia preferibile

rischiare di perdere da anti-Radicali piuttosto che rischiare di vincere con

noi. Non sarà per il fatto che, tra le altre denunce dei Radicali, c’è stata

anche quella contro il malaffare di tutti in Lazio, Polverini e PD compresi? E

il PD di Ferrara resta semplicemente perfetto come anti-Radicali.

Cordiali saluti.

Mario Zamorani

Presidente di Radicali Ferrara

Ferrara, 8 febbraio 2013

 

 

SOS Firme

Vogliamo rivolgere a tutti i residenti nel Comune di Ferrara un appello urgente per chiedere di sostenere la lista radicale Amnistia Giustizia e Libertà, venendo al nostro tavolo di raccolta firme che allestiremo questo sabato dalle ore 15 alle 18.30 circa, presso il volto del cavallo, in Corso Martiri della Libertà. Se avremo il sostegno di un numero sufficiente di persone, ci sarà possibile presentarci alle prossime elezioni politiche, offrendo così un'alternativa credibile al menu partitocratico che dimostra solo l'interesse per la lotta di conquista degli spazi televisivi, trascurando lo stato emergenziale della giustizia italiana e in generale dello Stato di diritto, unica base su cui è possibile costruire una società sana e capace di prosperare. Siamo l'alternativa? Basti pensare al Lazio: il PD di Bersani, in piena fase di "restaurazione" post primarie, ha imposto a Zingaretti di impedire ai radicali di entrare in coalizione se si ricandidano Berardo e Rossodivita, cioè i due consiglieri, radicali appunto, che hanno scoperchiato il vaso di Pandora dei finanziamenti ai gruppi del Consiglio regionale. Insomma, contro tutto questo le firme da raccogliere sono tante e il tempo è pochissimo: abbiamo dunque bisogno dell'aiuto di tutti i simpatizzanti e di tutti coloro che vogliono potersi concedere la possibilità di votare radicale, che ringraziamo fin da ora per il sicuro sostegno.

Paolo Niccolò Giubelli

Segretario di Radicali Ferrara 

Vittoria dei radicali, ma il Comune di Ferrara è ancora inadempiente [VIDEO]

Oggi, mercoledì 19 dicembre, si è tenuta una conferenza stampa di Radicali Ferrara su anagrafe pubblica degli eletti, diritto, rispetto delle regole e della legalità. Il presidente dell’associazione, Mario Zamorani: la delibera che istituiva l’ anagrafe pubblica degli eletti e una serie di altri dati di trasparenza veniva approvata all’unanimità dal Consiglio comunale più di tre anni e mezzo fa dopo una raccolta di oltre 500 firme per una proposta di delibera di iniziativa popolare. Eppure poi non se ne fece niente. Seguirono molte azioni di lotta, compreso, nel marzo scorso, un digiuno di dialogo di 11 giorni che terminò con un incontro con il sindaco Tagliani che assicurava un pieno adempimento entro 15 giorni. Ma ben poco fu allora realizzato. Così nel mese scorso presentai una formale diffida, a termini di legge, ad adempiere alla delibera nella sua integralità entro 30 giorni e chiedendo inoltre i motivi del ritardo e il nome del responsabile del procedimento. Il sindaco non ci ha mai risposto ma, in tutta fretta, intanto ha deciso di aggiungere in rete una serie di dati relativi ad eletti e nominati, mostrando nei fatti di essere in evidente difetto. Eppure siamo ancora lontani da un pieno rispetto della delibera e quindi della legalità. Per questo oggi dico: i piccoli Radicali fanno un piccolo sgambetto al piccolo sindaco e subito i ferraresi ne traggono un piccolo tornaconto. Che i Radicali siano piccoli non merita ulteriori commenti, è sotto gli occhi di tutti. Il piccolo sgambetto è rappresentato dalla prima azione legale messa in atto: la diffida presentata assieme all’avvocato Pasquale Longobucco, contro l’opacità operativa del sindaco. Il sindaco ci sembra piccolo non solo per avere a suo tempo invitato i Radicali di Ferrara ad uscire dalla coalizione di centro sinistra di cui facevano parte per il fatto che chiedevano dialogo e partecipazione e facevano proposte politiche, aspetto cui questa amministrazione non sembra abituata; e come Grillo ai suoi che chiedono il confronto dice, suo modo, “fuori dalle p….”, così Tagliani, più elegante, ci ha detto: se non vi è condivisione si può tranquillamente passare all’opposizione; ascoltando il consiglio ce ne siamo andati. E’ piccolo anche perché dopo più di tre anni in carica non sembra avere assunto scelte o indirizzi memorabili. Comunque già ora siamo riusciti a fare sì che una serie di provvedimenti di trasparenza previsti dalla nostra delibera siano stati rispettati, per i diritti di tutti, a favore di tutti i cittadini di Ferrara. Oggi ci rivolgiamo ancora al sindaco garantendogli altri 30 giorni per arrivare finalmente all’adempimento esaustivo di quanto previsto dalla delibera; trascorso inutilmente questo tempo aggiuntivo procederemo alla presentazione alla Procura della Repubblica di un esposto – denuncia per omissione di atti di ufficio. Ancora chiedo all’assessore liberal e renziano Marattin se non ha niente da dire su questo argomento e se non ritenga giusto intervenire in qualche modo. Lo stesso faccio con tutti quanti i 40 consiglieri comunali: nessuno si muove? nessuno interviene? Il segretario dell’associazione Radicali Ferrara, Paolo Niccolò Giubelli, ha specificato le parti della pagina che ancora mancano, come le dichiarazioni dei redditi dei consiglieri, i dettagli sulle spese sostenute dai candidati per la campagna elettorale, l'elenco degli immobili del Comune, i dati essenziali di bilancio delle società partecipate e i testi delle delibere approvate dal Consiglio. L'Avv. Pasquale Longobucco ha aggiunto che il testo dell'esposto è pronto, e che verrà aggiornato nei prossimi giorni sulla base delle aggiunte fatte al sito del Comune; ricorda che quella che contestiamo è una omissione di atti d'ufficio e che l'iter seguito è quello che la legge prescrive per questi casi. Siccome quello che ci interessa è raggiungere il risultato e non procedere per vie legali, visti gli sviluppi, attenderemo altri 30 giorni; se dopo questa scadenza l'amministrazione risulterà ancora inadempiente, si procederà sicuramente con l'esposto.

 

Video conferenza stampa

 

Mozione approvata all'Assemblea Annuale di Radicali Ferrara

 

Si è tenuta ieri, giovedì 8 novembre, l'assemblea annuale dell'associazione Radicali Ferrara, nella quale sono stati confermati Paolo Niccolò Giubelli come Segretario, Domenico Casellato come Tesoriere e Mario Zamorani come Presidente. Segue il testo della mozione approvata all'unanimità.
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L'annuale Assemblea dell'associazione Radicali Ferrara, tenutasi in data 8 novembre 2012, udite le relazioni di Segretario, Tesoriere e Presidente le approva;
 
-fa propria la Mozione generale approvata pochi giorni or sono dal Congresso di Radicali Italiani, e in particolare osserva il progredire della crisi forse senza precedenti del regime non democratico dell'Italia, con crescenti danni alla vita civile e sociale, in particolare contro gli ultimi, i più deboli, gli oppressi;
 
-constata che la esclusione violenta dei Radicali da parte della partitocrazia si fa sempre più rigida e rigorosa, dato unificante per la partitocrazia tutta;
 
-prende atto che delle ripetute e criminali violazioni del diritto interno e internazionale, sia rispetto ai diritti civili e politici dei cittadini, sia rispetto alle regole fondamentali che regolano il processo democratico, la giustizia e la sua appendice carceraria;
 
-osserva come esempio violento di un regime in grave difetto di democrazia quanto avviene in queste ore a proposito di nuova legge elettorale; in violazione delle indicazioni del Consiglio d'Europa il regime si riduce a cercare di modificare la legge elettorale nell'anno precedente il voto, non individuando modelli di riforma e di governo che garantiscano per tutti un governo certo e una opposizione certa (in particolare con un sistema maggioritario a uno o a due turni e con collegi uninominali) ma cercando Pdl, Lega e Udc una riforma per garantire se stessi e il Pd una riforma che garantisca il Pd; in spregio agli interessi del Paese;
 
per quanto riguarda lo specifico ferrarese l'Assemblea
 
-ribadisce la decisione di uscire dalla coalizione di centro sinistra dove nei fatti il 99% delle scelte sia in sede politica sia in sede istituzionale, in forma diretta o indiretta sono solo del Pd, dove nei fatti si è ri-consolidato un regime di monopolio e una condizione di monocoltura.
 
-conferma che il sostegno al centro sinistra venne definito e realizzato più di 12 anni fa a favore dell'azione dell'allora sindaco Sateriale, impegnato a rompere la monocoltura soffrittiana e il relativo intreccio di affari e politica; sostegno dei Radicali che probabilmente fu allora più deciso di quello altalenante da parte di componenti del suo stesso partito; è per questo, e per il senso di responsabilità e di prudenza che ci caratterizzano, che dopo avere provato davvero di tutto per dialogare con il partito egemone, siamo con grande rammarico e altrettanto viva convinzione arrivati a questa difficile decisione;
 
-verifica che a Ferrara ancor più che in sede nazionale la conventio ad excludendum contro i Radicali è divenuta necessità per la gestione di un potere che non tollera né dialogo né contraddizione e che tende a scambiare gli alleati per sudditi o al più come subalterni da cooptare;
 
-ricorda che in relazione alla da tutti auspicata trasparenza assoluta già in due occasioni formali il sindaco Tagliani non ha rispettato né la parola data, né una fondamentale delibera sulla trasparenza presentata dai Radicali con una proposta di delibera di iniziativa popolare (con oltre 500 firme autenticate secondo Statuto comunale e con il contributo dei Socialisti), unica azione di iniziativa popolare mai presentata a Ferrara;
 
-ancora ricorda che rispetto alla mancata attuazione di questa delibera, approvata all'unanimità dal Consiglio comunale con il sindaco Sateriale (e con il sindaco Sateriale che proprio per affermare l'alto valore della stessa teneva dopo l'approvazione di più di tre anni e mezzo or sono una conferenza stampa con i Radicali per sottolineare l'importanza di quella decisione), Mario Zamorani presidente di Radicali Ferrara con l'avv. Pasquale Longobucco ha inviato al sindaco Tagliani formale diffida ad adempiere entro 30 giorni alla delibera in questione in forma integrale, pena il successivo procedere ad agire nelle competenti sedi giudiziarie;
 
-ancora ricorda che dall'invio della diffida non si sono registrati fatti nuovi e neppure una richiesta di incontro da parte del sindaco Tagliani, mentre il termine di 30 giorni contenuto nella diffida sta per scadere;
 
-constata che il governo locale di 66 anni continuativi da parte della stessa linea o forza politica, sia pure con nomi e definizioni nel tempo mutate, finisce per rappresentare inevitabilmente una forma di democrazia apparente;
 
-ritiene che solo l'alterità dei Radicali possa evidenziare il regime monopolistico e la monocoltura che ha ri-occupato il potere a Ferrara come, sia pure con caratteristiche molto differenti, nella fase politica di intreccio fra affari e politica pre-Sateriale;

 

-ritiene che solo l'alterità dei radicali possa garantire lo sviluppo della scintilla necessaria ad innescare una svolta e un cambiamento e che tale garanzia oggi possa e debba realizzarsi, per lo sviluppo di una vera democrazia a favore di tutti i cittadini, anche a favore del Pd.
 

Anagrafe Pubblica degli Eletti a Ferrara: il terremoto non è una scusa

Lo sfruttamento del sisma, come elemento di distrazione dalla realtà, è un uso irrispettoso di un fatto tragico che non può avere nulla a che fare con la negligenza di un'amministrazione che non rispetta le sue stesse regole. La realtà è che la risposta di Tagliani sulla questione  dell'Anagrafe Pubblica degli Eletti è incomprensibile.

Vediamo perché il terremoto non può essere usato come scusa.

Quello che si vede alla pagina http://comune.ferrara.it/index.phtml?id=3122 è stato ottenuto con uno sciopero della fame di Zamorani durato 11 giorni avvenuto circa 2 mesi prima del terremoto, ma alla data della prima scossa erano già passati 3 anni dall'approvazione della delibera. Tale pagina è stata realizzata a tempo di record dall'Ufficio Sistemi Informativi dopo un incontro tra una nostra piccola delegazione e il dott. De Luigi. Ci siamo offerti di collaborare per facilitare le cose, cosa che ovviamente ha dello straordinario, e infatti quella pagina è stata messa online. Con l'ufficio si è detto innanzitutto di raccogliere i dati già presenti sul sito e di linkarli nella pagina dell'Anagrafe Pubblica, per renderli più accessibili. Quindi, tra l'altro, tutto il materiale che si vede ora era già presente sul sito, e non è frutto dell'impegno per il rispetto della delibera.

Poi una riflessione semantica: Tagliani non può dire che è stata allestita la sezione dell'Anagrafe pubblica degli Eletti, quando nella pagina sopra indicata compare la dicitura "Dati in fase di acquisizione" esattamente sotto alla voce che da' il nome a tutto quanto.

Ancora, una riflessione sul metodo "serio e preciso": i dati non sono buon vino, perché "scadono". Se ci vogliono tre anni e mezzo per raccogliere denunce dei redditi (annuali!), registrazioni delle votazioni in Consiglio e così via, a che cosa serve tutto questo? In questo modo l'ultima cosa che si fa è creare trasparenza.

Paolo Niccolò Giubelli
Segretario di Radicali Ferrara

 

L'intervento di Tagliani si può trovare a questo indirizzo: http://www.estense.com/?p=250810

 

Mario Zamorani diffida il Sindaco Tagliani

 

Oggi si è tenuta una conferenza stampa di Mario Zamorani, presidente dell’associazione Radicali Ferrara, e dell’avv. Pasquale Longobucco, che nei giorni scorsi hanno inviato al Sindaco di Ferrara una diffida ad adempiere entro 30 giorni la delibera di Consiglio comunale di Ferrara sull’anagrafe pubblica degli eletti. Trascorso il tempo senza attuazione integrale del provvedimento si procederà ad agire nelle competenti sedi giudiziarie.

La proposta di delibera di iniziativa popolare con più di 500 firme autenticate era stata presentata dai Radicali con il sostegno del PSI e poi approvata all’unanimità dal Consiglio comunale circa tre anni e mezzo or sono. Poi in ripetute circostanze il Comune era stato sollecitato all’attuazione, oggi in atto per circa il 20% dei dispositivi previsti. (Vedi allegato)

Ha sostenuto Mario Zamorani: l’unico antidoto alla politica del malaffare         che sembra governare il paese è prevenire, rendere tutto trasparente ma qui, questi, la trasparenza proprio non la vogliono, a partire dal sindaco Tagliani, responsabile delle azioni e delle omissioni del Comune. Non solo manca il rispetto delle regole – una delibera approvata è una regola -, non solo manca il rispetto dei diritti politici fondamentali dei cittadini – e conoscere per deliberare è diritto di tutti -, ma cosa forse più grave qui manca il rispetto della parola data. In ben due occasioni il sindaco Tagliani ci ha garantito il rispetto integrale della delibera senza che poi questo avvenisse. Perché i cittadini di Ferrara dovrebbero continuare a fidarsi di un Sindaco che non rispetta la sua stessa parola data?

 

Dibattito sulle carceri organizzato dal PD

Radicali Ferrara è stata invitata al dibattito sulle carceri che si terrà questo venerdì 31 agosto alle 21 presso la festa del PD di Pontelagoscuro (FE). Interverranno Andrea Pugiotto, Michailis Traitsis, Marcello Marighelli e Paolo Niccolò Giubelli (segretario di Radicali Ferrara).

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