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Comunicati stampa

Comunicati stampa di Radicali Ferrara

In questa pagina vengono raccolti i comunicati stampa effettuati da Radicali Ferrara a partire dal 05/08/2009.

Franceschini, Renzi, Marattin e i gattopardi

 

"Tutto cambia affinché nulla cambi", questo il senso del lungo discorso che Don Fabrizio, il principe di Salina, fa al cavaliere Chevalley sceso in Sicilia per cercare la classe dirigente del nuovo Regno d'Italia. Straordinaria l’attualità del “metodo Gattopardo” a Ferrara dove da 67 anni governa sempre la stessa parte e lo stesso partito. Franceschini, feudatario di Ferrara PD, fedelissimo di Bersani finché aveva il potere e da questo allontanatosi un microsecondo dopo la perdita di quel potere, ora diventa renziano alla vigilia della vittoria di Renzi nel PD. Scommettiamo che nel giro di poche ore la gran parte del partito a Ferrara (vassalli, valvassori, valvassini, ecc.) diverrà renziana?

Al renziano doc assessore liberal Marattin chiedo: come mai Renzi, da sempre a parole contro il finanziamento pubblico dei partiti, ha dimesso questo argomento appena i Radicali hanno iniziato la raccolta di firme per il referendum per la sua abrogazione? Come mai Renzi ieri a Genova ha detto: “Farò salti di gioia quando sarà cancellata la Bossi-Fini”? Non lo sa che stiamo raccogliendo firme per l’abrogazione della Bossi-Fini? Ancora a Marattin chiedo: come mai non firma nessuno dei 12 referendum dei Radicali?

Cordiali saluti.

Ferrara, 3 settembre 2013  

                                                          Mario Zamorani

                                                   Presidente di Radicali Ferrara

 

 

Costituzione sospesa nel centro storico a Ferrara

 

Dopo che ci è stato revocato il permesso di occupazione di suolo pubblico in centro per raccogliere firme per i referendum, a causa del concomitante Ferrara Buskers Festival, abbiamo comunicato la preparazione di una denuncia al Comune per attentato ai diritti politici dei cittadini e abbiamo annunciato una disobbedienza civile aprendo il tavolo vietato.

Mecoledì 28 agosto, alle 17, abbiamo così aperto il nostro tavolo in piazza Cattedrale e subito abbiamo sollecitato i vigili urbani a fare il loro dovere, in ottemperanza al provvedimento amministrativo di divieto. Mentre i cittadini firmavano numerosi i vigili ci hanno contestato una contravvenzione di 168 euro per occupazione abusiva di suolo pubblico e ci hanno ingiunto di chiedere i tavolo. Abbiamo ringraziato la polizia municipale che in quel momento stava provvedendo ad un incarico cui era obbligata e, nel contempo, protestato verso il sindaco che aveva deciso la sospensione dei diritti costituzionali nel centro storico della città. Molte le persone che in quelle fasi concitate ci hanno espresso la loro solidarietà. Tramite i giornalisti presenti abbiamo inoltre invitato tutti a recarsi a firmare i referendum radicali in municipio. E’ anche in preparazione una denuncia per omissione di atti di ufficio nei confronti del Comune per avere poco e male ottemperato al dettato costituzionale e alla circolare del Ministero dell’Interno che indica come “l’efficiente organizzazione del servizio di autenticazione risulti essenziale al fine di rendere effettivo il diritto costituzionale all’esercizio dell’iniziativa referendaria”.

 

Ferrara, 29 agosto 2013

                                                     Mario Zamorani

                               Presidente dell’associazione Radicali Ferrara 

 

A Ferrara si boicottano i referendum radicali

 

Si è tenuta oggi a Ferrara una conferenza stampa dei Radicali sul boicottaggio dei referendum attualmente in atto da parte dell’amministrazione comunale. I Radicali all’inizio di agosto hanno ottenuto un permesso di occupazione di suolo pubblico per la raccolta delle firme per i mesi di agosto e di settembre in piazza Cattedrale, senza limiti di tempo. Nei giorni scorsi è poi pervenuto un provvedimento di sospensione del permesso “considerato che dal 24 agosto al 1 settembre il centro storico sarà impegnato dalla manifestazione Ferrara Buskers Festival occupando le principali vie e piazze della città”; “il tavolo in oggetto – si dice poi – può collocarsi in Porta Paola”.

Mario Zamorani, presidente dell’associazione Radicali Ferrara ha sostenuto: in un Paese ordinato da leggi, decreti e provvedimenti amministrativi in generale, esiste una gerarchia e sopra a tutto sta quella che i politici specie della cosiddetta sinistra definiscono, spesso con una lacrima di commozione, “la Costituzione più bella del mondo”. Noi siamo qui per rispettare la Costituzione che all’art. 75 prevede l’istituto del referendum, con la logica conseguenza del diritto costituzionale all’informazione e alla possibilità di potere firmare e promuovere i referendum (concetto poi ben definito dall’avv. Pasquale Longobucco).  In occasione del Festival nel centro di Ferrara si concedono autorizzazioni ai chioschi per la vendita di birra e si nega quella per accedere alla firma. C’è poi il precedente dei tavoli radicali per i referendum del 1993 con migliaia di firme raccolte allora in piazza con la felice sintonia del popolo

degli amanti del Buskers e quello dei firmatari delle proposte referendarie radicali. Dopo la sospensione delle firme in agosto fino ad ora per mancanza di autenticatori, abbiamo investito per una massiccia presenza in piazza in corrispondenza del grande afflusso di persone per il Festival. Ma il permesso in questi giorni ci viene concesso solo in periferia. In tutto il centro storico i diritti costituzionali sono abrogati.

In più riferisco di una telefonata di un cittadino che nei giorni scorsi si è recato per firmare presso l’anagrafe: lì gli hanno detto che nulla sapevano sull’argomento e neppure gli hanno saputo dire dove recarsi per firmare in Comune.

In più riferisco della decisione assunta dal Comune di non affiggere la locandina che illustrava i titoli dei referendum in Comune, sostituita da un foglio dattiloscritto del tutto invisibile al fianco di decine di altri.

In più riferisco che si può firmare in Comune presso un unico ufficio, sconosciuto quasi a tutti e anche che nulla si dice sull’argomento sul sito internet del Comune.

Peccato che non solo l’interpretazione della Costituzione imponga altri e ben differenti comportamenti, anche una circolare del Ministero dell’Interno interviene su questa fattispecie. La circolare tra l’altro invita a “sensibilizzare i sindaci affinché pongano in essere ogni misura organizzativa idonea a garantire un efficace servizio di autenticazione delle sottoscrizioni. In particolare si richiama l’attenzione sulla necessità che i sindaci … incarichino il maggior numero possibile di funzionari all’effettuazione delle autentiche, attività che, beninteso, può essere svolta anche al di fuori della residenza municipale e cioè in luogo pubblico o aperto al pubblico”. Si invitano poi i sindaci a “pubblicizzare sul sito istituzionale del Comune i luoghi e gli orari di apertura dei locali comunali per sottoscrivere … E’ appena il caso di sottolineare come l’efficiente organizzazione del servizio di autenticazione risulti essenziale al fine di rendere effettivo il diritto costituzionale all’esercizio dell’iniziativa referendaria”.

Ma a Ferrara – ha aggiunto Zamorani – solo un ufficio sconosciuto ai più raccoglie le firme mentre sarebbe opportuno che questa attività venisse svolta in molteplici luoghi istituzionali. In più si vieta la raccolta ai Radicali in centro in un momento di grande afflusso di cittadini. Tutto questo configura - in termini di grave limitazione dell’esercizio di un diritto costituzionale – un reato e per questo denunceremo i vertici del Comune per attentato ai diritti politici dei cittadini.

Inoltre domani, mercoledì 28, alle ore 17.00, nel luogo dove avevamo il permesso poi revocato, apriremo un tavolo per raccogliere firme; non “all’italiana”, nascostamente, ma preannunciando e dichiarando che intendiamo violare un provvedimento anticostituzionale e liberticida. Se poi i vigili urbani non verranno a contestarci l’iniziativa saremo noi a chiamarli per fare sì che eseguano i loro obblighi. Vedremo.

In sede politica ritengo che i responsabili di quanto denunciamo vadano individuati nella figura del Sindaco e del Segretario comunale. E se a Ferrara nelle istituzioni esistesse una opposizione degna di questo nome, si dovrebbero chiedere le dimissioni di qualcuno.

Molte le domande dei giornalisti nella conferenza stampa. E’ possibile che nel boicottaggio ci sia una linea del PD, che a Ferra governa tutto e tutti? è stato chiesto.

Zamorani ha risposto: non mi risulta che esista alcuna linea del PD. Tanto meno sui referendum. A parte quello sull’abolizione dei finanziamento pubblico ai partiti – e ci mancherebbe …- sul quale sono contrari, nessuno al mondo sa quale sia la linea del PD. Persino Renzi sempre dichiaratosi contro il finanziamento pubblico, da quando abbiamo iniziato la raccolta di firme ha smesso di parlarne. Sono troppo impegnati a produrre le istanze giacobine e giustizialiste già patrimonio di Di Pietro (da loro prima ingoiato, poi assimilato e infine sputato) e a scagliarsi contro l’amnistia e a parlare di Berlusconi. Chissenefrega di Berlusconi, noi parliamo di diritto, di diritti, di riforma della giustizia, di abolizione della Bossi-Fini ecc., di un programma di governo.

Qualcuno del PD è venuto a firmare? ci è stato poi chiesto. Sono certo che solo una persona fra i consiglieri comunali del PD – la metà del Consiglio comunale - è venuta. Non farò il suo nome neppure sotto tortura – ha risposto Zamorani – come forma di ringraziamento, per evitare che venga malvista o emarginata nel suo partito.

Quindi, ha concluso Zamorani, invitiamo tutte le persone che condividono le nostre parole e hanno a cuore i diritti di tutti e la Costituzione ad andare nelle prossime ore

su per lo scalone del Comune per firmare i referendum radicali.

 

 

 

Ferrara, 27 agosto 2013      

                                                                    Mario Zamorani

 

Finanziamento pubblico ai partiti: consegna di un modulo gigante per la raccolta firme referendaria ai renziani ferraresi

 

Domani giovedì 25 luglio alle ore 12.00 una delegazione di Radicali Ferrara con il segretario Paolo Niccolò Giubelli e  il presidente Mario Zamorani si presenterà alla sede del PD in via Frizzi.

In questa occasione verrà consegnato un modello gigante - formato 100x70 - del frontespizio del modulo referendario che chiede l’abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti.

I Radicali si rivolgeranno in particolare ai renziani. In centinaia di occasioni Renzi con la consueta verve e simpatia e attenzione al sentire diffuso degli italiani, si è pronunciato per la cancellazione del finanziamento pubblico dei partiti e, ora che i Radicali hanno iniziato a raccogliere firme referendarie con questo obiettivo, si è del tutto azzittito sull’argomento. Non una parola, non una firma.

Proprio i renziani sembrano fare come le tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo.

P.S.

In oltre un mese di raccolta di firme per i referendum a Ferrara solo un esponente del PD fra quelli delle istituzioni è venuto a firmare: non ne farò il nome per evitare alla persona guai e problemi nel suo partito.

Cordiali saluti.

Ferrara, 24 luglio 2013    

                                                                             Mario Zamorani

                                                                   Presidente di Radicali Ferrara

 

A proposito di vescovi e baccanti

 

Dopo che il Vescovo, giustamente direi - si aspettava di venire in terra di castigati comunisti e si trova sesso, droga e rock  ’d’ roll fuori dall’uscio -, davanti al Duomo a sua perpetua protezione fece innalzare un alto muro con in cima, come una citazione, cocci aguzzi di bottiglia, a maggior gloria di ogni santo principio, poi fu la volta di una seconda struttura. Per evitare che dalle finestre vescovili fossero visibili le baccanti e i satiri del mercoledì sera, venne eretta una volta con il nobile scopo di nascondere quelle manifestazioni orgiastiche agli occhi austeri di chi si affacciasse dalle finestre della Curia. Novello Penteo contro la frenesia dionisiaca e coribantica.

E subito scoppiò la moda. Nelle vie circostanti molti negozi prepararono garitte di vigilanza e scavarono valli con lo scopo di scovare e punire i riccioli di Bacco e il flauto di Dioniso.

Sui tetti del centro, nottetempo,  si affollavano vigilantes sempre pronti a sparare cilici intrisi nell’inchiostro indelebile sui copulanti delle strade. E al mattino, per chi veniva trovato inchiostrato, subito mani e piedi nella gogna.

Fece scalpore l’allontanamento di Pippi Calzelunghe dalla Cattedrale, accusata di abbigliamento sconveniente.

Dopo che gli zingari furono cacciati a furor di cattolici integralisti dalla città, inevitabile, fu la volta dei pochi, residui ebrei. Grazie a nuovissimi portoni si ripristinò il Ghetto in via Mazzini e strade limitrofe. E fu di nuovo Inquisizione, e fu di nuovo Medio Evo.

Mentre mancano meno di 100 giorni a questa ricorrenza sempre ricordata dai Radicali, fin d’ora buon XX settembre a tutti. Sarà anche l’occasione per dire molti grazie a papa Francesco.

 

Ferrara, 9 luglio 2013

                                                            Mario Zamorani

                                                  Presidente di Radicali Ferrara

 

Referendum radicali: appello di Mario Zamorani agli amministratori locali

Mentre cresce il discredito popolare nei confronti dei partiti politici, i Radicali lanciano una nuova campagna di referendum perché siano i cittadini ad attivare le riforme e la democrazia, per un’Italia più libera, laica e civile.

Sabato 8 e domenica 9 giugno di fronte al Duomo, al Volto del Cavallo, dalle 17.00 alle 20.00 inizia la raccolta di firme per alcuni quesiti referendari.

° Per abolire ogni forma di contributo e finanziamento dello Stato ai partiti, perché non ci fidiamo del fatto che questo Parlamento sia orientato e intenzionato a farlo.

° Per il divorzio breve. Per eliminare i tre anni (caso unico in Europa) di separazione obbligatoria prima di chiedere il divorzio, con conseguente ampio aggravio di costi.  

° Per abrogare la pena detentiva per tutte le violazioni di lieve entità in materia di droga.

° Per una vera libertà di scelta per l’8x1000.

° Per abrogare parti importanti della legge Bossi-Fini. Come il reato di clandestinità, che criminalizza una condizione anziché una condotta. E per cancellare norme che costringono centinaia di migliaia di migranti al lavoro nero e alla microcriminalità.

Si raccoglieranno anche firme per una proposta di legge per il testamento biologico e per l’eutanasia.

Presto partiranno anche alcuni referendum “per la giustizia giusta”.

° Per la responsabilità civile dei magistrati.

° Per la separazione delle carriere, come chiedeva, inascoltato, ad esempio Falcone.

° Per eliminare la custodia cautelare per il rischio di reiterazione nel caso di reati non gravi.

° Per misure restrittive per il lavoro dei magistrati fuori ruolo.

° Per l’abolizione dell’ergastolo.

I Radicali a Ferrara non hanno eletti nelle istituzioni e la legge consente ai consiglieri o assessori comunali e provinciali di svolgere il ruolo terzo di autenticatori, ruolo di garanzia per la partecipazione di tutti i cittadini. Quando ero consigliere comunale ho svolto questo ruolo autenticando firme per progetti dei quali non condividevo nulla. Ora chiediamo ai quasi cento amministratori locali di consentire ai ferraresi di firmare. In particolare ai tantissimi del PD, partito che sempre a parole richiama l’importanza della valorizzazione delle differenze e delle diversità ma che poi, nei fatti, e lo dico per esperienza diretta, agisce secondo l’esatto contrario. Staremo a vedere.

Ferrara, 7 giugno 2013    

                                                                    Mario Zamorani

                                                           Presidente di Radicali Ferrara

 

Adesioni al Satyagraha

 

Chiediamo a tutti gli elettori ferraresi di Amnistia, Giustizia e Libertà di aderire, se possono, al Grande Satyagraha per il rispetto dei diritti Umani che lo Stato Italiano sta apertamente violando, a cominciare dalle condizioni dei detenuti nelle carceri e dall’irragionevole durata dei processi.

Molti esponenti radicali, a cominciare da Marco Pannella, stanno portando avanti un digiuno di 5 giorni per arrivare al cuore dello Stato, e chiedere che venga rispettato l’ultimatum della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che l’8 gennaio scorso ha imposto all’Italia di rimuovere le condizioni che causano il sovraffollamento strutturale degli istituti penitenziari e i trattamenti disumani e degradanti cui sono sottoposti i detenuti.

Le adesioni sono già centinaia in tutta Italia, e per ora, di Radicali Ferrara vi stanno aderendo: Luigi Confessore, Felice Bruno, Daniele Bregola e Federico Mongardi.

 

 

Lettera di solidarietà a Marco Zavagli

Chi conosce la storia dei rapporti tra la “Stampa” e i Radicali, sa quanto siano profonde e motivate le critiche da noi riservate alla categoria. Non a caso una storica rubrica radiofonica di Radio Radicale si intitola “Stampa e Regime”.

Ma per prassi Radicale, come contrappasso alla massima criticità, conserviamo la capacità riconoscere la “buona Stampa”. Parafrasando uno dei temi della ultima e silenziatissima (dalla Stampa) campagna elettorale Radicale che recitava #tutti tranne i Radicali, diciamo: #tutti tranne Estense.com, tutti tranne Marco Zavagli.

Questa affermazione naturalmente non ignora il lavoro onesto e appassionato di molti altri giornalisti che nel tempo si sono occupati del caso Aldrovandi, ma va riferita al contesto della stampa ferrarese. Fin dall’inizio mentre testate “storiche” si barcamenavano o, addirittura, fungevano da megafono per la procura e la questura, Estense.com praticò il diritto di cronaca fino in fondo. Da allora fino ad oggi con coerenza e passione civile.

La stessa passione civile che negli anni ha animato il desiderio di Giustizia e verità della famiglia di Ferderico Aldrovandi.

Purtroppo, e veniamo al fatto, la maggioranza delle sigle sindacali di Polizia s’è schierata, da subito, senza se e senza ma al fianco dei quattro agenti che il 25 settembre 2005 effettuarono un “controllo” di polizia così violento da uccidere un ragazzo diciottenne, incensurato e disarmato.

Nessun dubbio quindi, nessuna vera riflessione sui fatti. Solo un riflesso conservativo  che non prevede ne’ ammette neppure in ipotesi l’errore, il delitto.

Un comportamento corporativo, “sindacale” la cui componente individuale espressa dall’atteggiamento tenuto dai quattro poliziotti coinvolti è alla base delle motivazioni espresse dal tribunale di sorveglianza di Bologna che ha rifiutato i domiciliari per i quattro colpevoli secondo tre gradi di giudizio non riuscendo a: «il tribunale a individuare qualsivoglia elemento di meritevolezza atto a sostenere la concessione e poi la corretta fruizione, ai fini rieducativi, dei benefici penitenziari».

In questo quadro Il Coisp, è protagonista dell’ultimo capitolo di questa triste storia. Privi di qualsiasi dubbio, arrivano a denunciare all’Ordine Nazionale dei Giornalisti la testata Estense che in un articolo di Marco Zavagli “smonta” le tesi assolutorie e vittimiste sostenute dal sindacato anche in occasione del “tour del camper della solidarità” che ha toccato fatto tappa principale a Ferrara nei giorni scorsi.

Così come ha fatto l’Ordine stesso, rigettando le richieste del Coisp, esprimiamo la nostra piena solidarietà a Estense.com e a Marco Zavagli. Non solo su questo ultimo episodio, ma su tutto il comportamento che la testata ha tenuto nella vicenda.

Quello che noi Radicali, come a molti cittadini, sta a cuore è l’accertamento di una verità che non sia un atto di vendetta, ma il frutto di percorso processuale inequivocabile.

Pare che questo principio basilare sia difficile da affermare nel nostro paese come purtroppo si è dimostrato in tutti quei casi dove lo Stato è venuto meno al suo dovere di protezione nei confronti dei suoi cittadini “affidati” ai suoi Rappresentanti.

Dal povero Federico fermato per un controllo, a Stefano Cucchi detenuto e deceduto alle decine e decine di detenuti “ignoti” che muoino di suicidio nelle nostre famigerate e pluricondanatte carceri, la nostra solidarietà va a coloro che non si arrendono alle fatalità e all’inverosimile:

Alla Famiglia Aldrovandi e a Marco Zavagli.

Associazione Radicali Ferrara

 

Post comunisti e post democristiani allergici ai radicali

Il PCI di Ferrara fu semplicemente perfetto con lo storico patto di ferro

Soffritti-Cristofori, perfetta immagine delocalizzata del compromesso storico

di Roma fra PCI e DC. Così  nel PD di Ferrara post-Sateriale, con i post-

comunisti e i post-democristiani, Tagliani e Calvano hanno scelto la cacciata

dei Radicali di Ferrara dalla locale coalizione di centro sinistra. Del resto

vassalli e valvassori possono non essere sintonici con il feudatario, ovvero

Franceschini?

E cosa succede poco dopo? Succede che nel suo furore anti-Radicali il PD di

Bersani rischia il masochismo della sconfitta, sceglie la linea con tutti ma

non con i Radicali, e rifiuta persino l’idea di un incontro o di un

apparentamento. Seguendone la linea, anche uno dei migliori fra i PD,

Zingaretti, per le elezioni regionali del Lazio rifiuta l’apparentamento

dichiarando che nelle liste radicali di Amnistia, Giustizia, Libertà (ripeto:

nelle liste radicali, non nelle sue) non dovevano starci i due consiglieri

radicali uscenti che avevano dato il via alla denuncia delle malefatte della

regione Lazio, nelle quali malefatte erano coinvolti tutti i partiti, PD

compreso. Poi la stessa cosa fa Ambrosoli nella regione Lombardia. Eppure con l’

uno, due o tre per cento dei nostri voti si potrebbe vincere o perdere in

luoghi chiave (alla luce della legge elettorale vergognosa che tutti, PD

compreso, si sono tenuta ben stretta) come la regione Lombardia, elettoralmente

considerata l’Ohio d’Italia, nel senso che lì si rischia di vincere o di

perdere tutto, almeno per il Senato.  Ma, per il PD, sembra che sia preferibile

rischiare di perdere da anti-Radicali piuttosto che rischiare di vincere con

noi. Non sarà per il fatto che, tra le altre denunce dei Radicali, c’è stata

anche quella contro il malaffare di tutti in Lazio, Polverini e PD compresi? E

il PD di Ferrara resta semplicemente perfetto come anti-Radicali.

Cordiali saluti.

Mario Zamorani

Presidente di Radicali Ferrara

Ferrara, 8 febbraio 2013

 

 

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