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Giustizia e carceri

Caro Corrado Augias...

 

Gentile Corrado Augias,
                                   le scrivo (mai in precedenza ho scritto alla Rai) solo per il fatto che la sua trasmissione è una delle rarissime che è possibile vedere in Rai per la sua qualità. Apprezzo molto lei e le sue trasmissioni  per i temi che affronta e per la pacatezza e la ragionevolezza con le quali conduce.
Ma oggi, in presenza del giornalista Telese, lei ha avanzato dubbi e anzi vere critiche sia in assenza  del criticato sia, soprattutto, in assenza delle motivazioni del criticato.
Mi riferisco al voto di Maurizio Turco in rapporto al caso Cosentino. Si è detto o lasciato intendere: ma questi Radicali ... ma cosa fanno ... ma cosa dicono mai ...
Le invio le dichiarazioni di Turco, per sua informazione. Probabilmente non le conosce.
“Oggi purtroppo ancora una volta nulla si precisa e si contesta che alla mia lettura appaia penalmente rilevante come tale all’on. Cosentino, allo stato dei fatti e degli atti ritengo che la richiesta di esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del collega a me pare infondata e frutto di un obiettivo fumus persecutionis, se si fa sforzo diserietà e omaggio alla legge.

Colgo l’occasione per rivolgere a Roberto Saviano un auspicio al grande contributo di lettura e conoscenza che ci può sicuramente venire dalla sua attenzione anche a questo momento della vita parlamentare e della giustizia, temi sui quali noi radicali gli facciamo grande fiducia.”

* * * * * * * *

Dichiarazione di voto del deputato radicale Maurizio Turco sul caso Cosentino che sarà depositata prima del voto della Giunta per le autorizzazioni.

Il contesto ed il testo nel quale maturano le accuse rivolte al collega Cosentino fanno riferimento all’esistenza, storicamente accertata e giudiziariamente cristallizzata, del gruppo camorristico denominato ‘clan dei Casalesi’.

La natura, la struttura, i protagonisti e le dinamiche del ‘clan dei Casalesi’ sono state approfonditamente delineate nelle sentenze conclusive e definitive dei processi denominati Spartacus 1 e Spartacus 2, oltreché nel saggio “Gomorra”.

Sia le citate sentenze, sia il noto saggio, prendono in esame ed approfondiscono un lungo arco temporale di vita dell’associazione criminale di Casal di Principe, paese nel quale è nato ed ha lungamente vissuto l’on. Cosentino. Ciò nonostante e sino al 2005, cioè sino a quando l’on. Cosentino non ha ricoperto un ruolo politico di livello nazionale, le strade del clan dei Casalesi e dell’on. Cosentino non si sono mai, neppure per sbaglio, incrociate. Nessuna traccia nei procedimenti e nei saggi.

Oggi l’on. Cosentino viene accusato di condotte che non hanno, in sé, a alcun rilievo penale e delle quali l’on. Cosentino ha fornito ampia ed esaustiva spiegazione nelle memorie depositate presso questa commissione e che, se vorrà, mi incaricherò di rendere pubbliche.

Gli inquirenti prima ed il GIP poi, vestono queste condotte di rilevanza penale in relazione alla circostanza per la quale l’on. Cosentino sarebbe addirittura il referente politico nazionale del Clan dei Casalesi; affermazione questa che però appare essere del tutto apodittica e slegata da qualsiasi accertamento concreto di un qualsivoglia fatto specifico.

Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che svolgono chiamate di correo nei confronti del collega, senza peraltro attribuirgli mai fatti concreti specifici, oltre a non essere supportate da alcun riscontro obiettivo ed individualizzante- per quanto emerge dalla stessa lettura dell’ordinanza di custodia cautelare – appaiono essere in diversi punti platealmente smentite da dati storicamente accertati di segno assolutamente diverso.

Ritengo pertanto che la richiesta di esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del collega sia infondata e frutto di un obiettivo fumus persecutionis.”

 

Un cordiale saluto.

                                     Mario Zamorani

                           Presidente di Radicali Ferrara

 

Amnistia per far ripartire l'Italia

 

Siamo venuti a conoscenza del tentativo di suicidio da parte di un detenuto trentaseienne di origini marocchine, avvenuto nel carcere di Ferrara. Di fronte ad eventi tragici di questo tipo noi radicali continueremo a denunciare lo stato di illegalità in cui versano le carceri italiane, ultimo stadio di un sistema giudiziario in agonia, e pur consci del fatto che la maggior parte dei cittadini su questa materia ha avuto e continuerà ad avere una informazione scarsa e deformata, chiediamo con la nostra piccola voce che lo Stato trovi il coraggio di affrontare l’opinione pubblica, che ha fin qui anestetizzato, per porre fine a questa situazione che è ormai intollerabile per tutti: famiglie delle vittime, detenuti in attesa di giudizio, condannati in via definitiva, guardie carcerarie, direttori delle carceri, personale sanitario e così via, fino ad arrivare al sistema economico che non vede investimenti esteri (quelli puliti s’intende) proprio perché le aziende sono le prime a non avere fiducia in una giustizia lenta e inefficace.

I riflettori che le tv accedono sui soliti due o tre casi di cronaca nazionale, ormai spettacolarizzati oltre ogni limite della decenza, sembrano essere orientati proprio per non poter fare luce là dove iniziano i problemi reali delle carceri e della giustizia, che a quanto pare meritano solo pochi minuti ai margini dei telegiornali. Ed è così che le decine di suicidi che ogni anno si contano tra carcerati e guardie carcerarie vengono presto dimenticati, così come gli atti eroici di tutti gli altri soggetti del “pianeta giustizia”, come quello della guardia carceraria di turno che ha salvato in extremis il giovane marocchino. Si tratta di persone trovatesi a lavorare in un ambiente reso ostile proprio dallo Stato, che sulla questione ha scelto di non intervenire nonostante tutto. Vorremmo dunque che fosse evidente a tutti l’urgenza di iniziare un processo di depenalizzazione e di revisione delle procedure, e da subito si proceda con la concessione di un’amnistia per consentire alle riforme di partire e alle carceri di ritornare ad essere un luogo civile.

Paolo Niccolò Giubelli

Radicali Ferrara

 

Radicali Ferrara organizza petizione per il garante regionale dei detenuti

 Radicali Ferrara sta portando avanti una petizione regionale per chiedere al Consiglio Regionale dell'Emilia Romagna di rispettare l'impegno, preso dallo stesso Consiglio nel 2009, di istituire un garante dei diritti dei detenuti.

Assemblea annuale di Radicali Ferrara: la mozione approvata

 

Ieri, lunedì 10 ottobre, si è tenuta l'Assemblea Annuale di Radicali Ferrara, dove sono stati riconfermati il Segretario Paolo Niccolò Giubelli e il Presidente Mario Zamorani; Domenico Casellato è stato eletto Tesoriere. E' stata approvata all'unanimità la seguente mozione:

 

L’annuale Assemblea di Radicali Ferrara, riunitasi in data 10 ottobre 2011, udite le relazioni del Segretario e del Tesoriere, le approva;

Un libro dietro le sbarre

 

Un libro dietro le sbarre

Carcere, pena (e dintorni) nelle pagine di recenti volumi.
Da venerdì 30 settembre a venerdì 21 ottobre, presso la libreria MEL a Ferrara.

 

Sciopero della fame per le carceri - La Nuova Ferrara 14 agosto 2011

Oggi astensione da cibo e acqua, tra gli aderenti il radicale Zamorani e il deputato Bratti (Pd)

 

Un giorno di sciopero totale della fame e della sete per ottenere la convocazione straordinaria del Parlamento su Giustizia e Carceri. Lo ha indetto per
la giornata di oggi il movimento di Marco Pannella, e tra le oltre1.500 le persone che già hanno aderito a questa forma di lotta nonviolenta, ci sono anche il radicale Mario Zamorani e il parlamentare ferrarese del PdAlessandro Bratti.

Nessuno tocchi Caino, mai. Online su Radio Radicale l'audio integrale

E' online sul sito di radio radicale l'audio integrale dell'evento organizzato a Ferrara sulla pena di morte lo scorso 8 luglio.

Venerdì a Ferrara "Nessuno tocchi Caino, mai"

                                                                        Radicali Ferrara

                                                                                                        Associazione Coscioni di Fe                                            

NESSUNO TOCCHI CAINO, MAI

Dall'abolizione costituzionale alla moratoria

universale della pena di morte

Dialogo in occasione della presentazione delle anticipazioni del "Rapporto 2011 di Nessuno Tocchi Caino contro la pena di morte" e della pubblicazione del saggio di A. Pugiotto, "L'abolizione costituzionale della pena di morte e le sue conseguenze ordinamentali" (Quaderni Costituzionali, 2011, fasc. 3).

 

Intervengono:

 

TIZIANO TAGLIANI

Sindaco di Ferrara

 

SERGIO D'ELIA

Segretario di Nessuno Tocchi Caino

 

ANDREA PUGIOTTO

Ordinario di Diritto costituzionale, Università di Ferrara

Coordina:

MARIO ZAMORANI

Presidente di Radicali Ferrara

 

Venerdì 8 luglio 2011, ore 17.00

Sala dell’Arengo, Palazzo municipale, Ferrara

 

Nessuno tocchi Caino, mai

                                                                        Radicali Ferrara

                                                                                                        Associazione Coscioni di Fe                                            

NESSUNO TOCCHI CAINO, MAI

Dall'abolizione costituzionale alla moratoria

universale della pena di morte

Dialogo in occasione della presentazione delle anticipazioni del "Rapporto 2011 di Nessuno Tocchi Caino contro la pena di morte" e della pubblicazione del saggio di A. Pugiotto, "L'abolizione costituzionale della pena di morte e le sue conseguenze ordinamentali" (Quaderni Costituzionali, 2011, fasc. 3).

 

Intervengono:

 

TIZIANO TAGLIANI

Sindaco di Ferrara

 

SERGIO D'ELIA

Segretario di Nessuno Tocchi Caino

 

ANDREA PUGIOTTO

Ordinario di Diritto costituzionale, Università di Ferrara

Coordina:

MARIO ZAMORANI

Presidente di Radicali Ferrara

 

Venerdì 8 luglio 2011, ore 17.00

Sala dell’Arengo, Palazzo municipale, Ferrara

 

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