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Dopo Mirabello - La Nuova Ferrara 17 luglio 2011

 

Nei giorni scorsi a Mirabello sono accorsi molti pezzi grossi del Pdl. Solo inni, applausi e messaggi positivi per il Bel Paese. Eppure siamo ad una manovra da lacrime e sangue.
La credibilità internazionale dell’Italia è ai minimi storici, manca il lavoro, la ripresa non è all’orizzonte, crescono la povertà e le ingiustizie, le riforme strutturali sembrano chimere, i mercati sono in tempesta, il sistema economico è al collasso, l’illegalità è divenuta norma, se non basteranno i tagli si
aumenteranno le tasse, tutte le promesse sono venute meno, le ipotesi per cambiare la legge elettorale fanno pensare a Babele, la credibilità interna della politica è in caduta libera, anche l’opposizione non sembra in grado di guidare l’alternativa di cui il Paese ha bisogno.
Ma a Mirabello si diceva che tutto va bene. Lo dicevano gli stessi che in queste ore consentono di rimuovere sonde e tubi per alimentazione
e idratazione forzata solo, bontà loro, ai morti: così i nostri corpi appartengono ufficialmente, per legge, a loro e non a noi. AMirabello mancavano i (calanti) Berlusconi e Tremonti, ma anche i (non calanti) Napolitano, Letta, Monti, Draghi: insomma, mancavano quelli che contano.
Decisamente, più Mirabilandia che Mirabello.
 
Mario Zamorani
presidente di Radicali Ferrara