Dal Resto del Carlino del 24/10/2010
UNO 'SCONFINAMENTO' poco gradito. Il partito di Marco Pannella ed Emma Bonino, si sa, è cresciuto a pane e referendum. Così, quando Valentino Tavolazzi ha deciso di indirne uno sul trasferimento dal Sant'Anna a Cona (relativamente al trasloco del pronto soccorso), il segretario dei Radicali ferraresi, Paolo Niccolò Giubelli, e il presidente, Mario Zamorani, hanno deciso di mettere i puntini sulle i all'iniziativa del grillino. «Tavolazzi - scrivono i due in una lunga nota - dichiara di volere ricorrere al referendum (sì, lo chiama proprio così) a proposito di S.Anna, Cona e pronto soccorso. Nella nostra società esistono delle regole, delle leggi, dei regolamenti e delle istituzioni. Da una parte ci sono quanti le rispettano e si impegnano a promuovere con rigore la legalità contro la violenza dell'imperante illegalità. Dall'altra ci sono gli illusionisti e gli incantatori che delle regole di fanno beffe, che campano sulla demagogia e il populismo». Ecco perché i due contestano Tavolazzi. «Il grillino già in passato ha ripetutamente definito referendum quella che non è stata altro che una pubblica conta di opinioni effettuata sulle strade. Attività legittima e da difendere, ma per noi il rispetto delle regole è, per quanto può esserlo per la nostra formazione laica, un dato quasi sacrale. Il referendum può svilupparsi solo secondo regole e parametri all'interno delle definizioni garantite dalle istituzioni. Chiamare referendum un pubblica conta di rispettabilissime opinioni non è altro che una truffa semantica e politica». Il cartellino rosso è servito. «Chi conosce lo statuto e l'apposito regolamento del Comune di Ferrara, e non dubitiamo che Tavolazzi li conosca bene, sa che per la materia di cui si parla non è ammissibile il referendum. I casi sino due: o Tavolazzi finge di non sapere questa ovvietà oppure intende replicare l'inganno del cosiddetto referendum autogestito, sempre spacciato per referendum tout court, che altro non è che inganno, mancanza di rispetto delle regole e quindi delle persone e persino violenza contro gli altri e, in ultima analisi, contro se stessi. Da una parte si colloca la civiltà di un modello di società che rispetta le regole e lavora per la certezza del diritto, dall'altra - concludono i due - l'inciviltà di un modello di società di illusionisti, demagoghi e imbonitori che manipolano le regole e le opinioni delle persone». IMMEDIATA la replica di Tavolazzi: «E' chiaramente una consultazione popolare e lo sa anche Zamorani. Legalmente non ha alcuna valenza, mentre ne ha dal punto di vista politico. Se la maggioranza dei cittadini sarà contro il trasferimento, il sindaco non potrà non tenerne conto»
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