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La Nuova Ferrara - 8 febbraio 2011 - Eutanasia, ecco lo spot vietato dai governi

 

Eutanasia, ecco lo spot vietato dai governi
La Nuova Ferrara del 08/02/2011  ed. Nazionale  p. 15

 

Domani all'Arengo confronto promosso dai Radicali su «diritto di vivere, diritto di morire»

Domani alle 17.30 nella Sale Arengo (Palazzo Municipale) si parlerà di eutanasia. L'incontro è organizzato dall'Associazione Luca Coscioni e dai Radicali e ha per titolo Diritto di vivere, diritto di morire. La data scelta non è casuale. Il governo ha proclamoto il 9 febbraio 2011 la Giornata nazionale degli Stati vegetativi. «Il 9 febbraio di due anni fa, è bene ricordarlo, cessò lo''stato vegetativo'' di Eluana Englaro e la scelta proprio di questa giornata appare una inutile e persino un po' stupida provocazione, sicuramente di cattivo gusto» affermano i radicali Mario Zamorani e Paolo Niccolò Giubelli. «L'Associazione Coscioni di Ferrara, con il sostegno dei Radicali, ha deciso di replicare a questa brutta provocazione con una pubblica riflessione sui diritti delle persone, concentrando l'attenzione sull'eutanasia. Un recente rapporto dell'Eurispes ha certificato che il 67% degli italiani è favorevole alla legalizzazione dell'eutanasia, per cui appare del tutto anomalo il comportamento del mondo politico, che ignora completamente questa questione». Al confronto, coordinato da Zamorani, interverranno due docenti dell'Università di Ferrara: Carlo Pancera (Storia della pedagogia) e Paolo Veronesi (Diritto costituzionale); porterà un saluto Francesco Colaiacovo, presidente del Consiglio comunale. Verrà anche proiettato il video sull'eutanasia che tante polemiche ha suscitato nelle scorse settimane. Si tratta di uno spot di 46 secondi prodotto in Australia, che il governo locale ha censurato, tradotto in italiano da associazione Coscioni e Radicali. Si vede un attore seduto su un letto nei panni di un malato terminale che dice: «Ho scelto di fare l'università, di sposare Tina e di avere due figli splendidi. Ho scelto che macchine guidare, ho scelto questa maglietta e questo taglio di capelli. Quello che non ho scelto è di diventare malato terminale. Non ho scelto di patire la fame perché mangiare mi fa male come ingoiare lamette da barba. E certamente non ho scelto che la mia famiglia debba vivere questo inferno assieme a me. Ho fatto la mia scelta finale, ho solo bisogno che il Governo mi ascolti».