Dal Resto del Carlino del 7 gennaio 2011
«IN quell'articolo della Costituzione (il 29 ndr) non si parla mai di 'maschio e femmina', ma di famiglia». Ribatte così Mario Zamorani, esponente dei Radicali di Ferrara, alla sentenza della Corte Costituzionale che ha ribadito con fermezza il «no» ai matrimoni gay. L'associazione Certi Diritti dei Radicali proprio ieri ha espresso tramite il suo sito internet l'intenzione di ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, affinché l'unione venga riconosciuta anche in Italia.
Così recita il sito: «Occorre ricordare che il mancato riconoscimento delle coppie che si sono sposate in altri paesi membri dell'Ue avviene in aperta violazione dei trattati di Nizza e di Lisbona». Il caso, come molti ricordano, scoppiò proprio a Ferrara dopo che due donne chiesero di essere sposate in Comune. Ma l'ufficiale dello stato civile si rifiutò e da questo ne nacque una battaglia etica e politica, capitanata proprio dal movimento di Pannella e approdata a Roma. E ORA Zamorani si chiede come mai la famiglia «debba essere per forza concepita come femmina-maschio. Questo è un concetto del tutto relativo. Ciò che invece non è mai relativo è il sentimento che lega due persone». Insomma, non una questione di sesso, ma di cuore. Eppure si fatica a pensare ancora al concetto di «nucleo famigliare» come ad un qualcosa di relativo. Facile immaginarne i motivi, più che naturali. E anche gli stessi Radicali riconoscono che questa è una battaglia «da Don Chisciotte contro i mulini a vento - commenta Zamorani -. Credo anche che questi non siano i tempi giusti per portare fino in fondo una battaglia etica di questa forza. Ma le stesse resistenze le avevamo trovate con l'aborto: finisce che tutti se ne vanno all'estero». s.m.
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