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Richiesta al sostegno della legalizzazione degli usi non commerciali del file sharing.

I sottoscritti cittadini promuovono la seguente petizione popolare rivolta al ministro Roberto Maroni per chiedere al ministro di sostenere la legalizzazione degli usi non commerciali del file sharing. In particolare i firmatari fanno proprie le istanze e le motivazioni contenute nella lettera aperta inviata al ministro e che riproduciamo di seguito.

 

Internet: Parlamentari, accademici, giornalisti e giuristi scrivono lettera aperta al ministro Roberto Maroni per chiedere al ministro di sostenere la legalizzazione degli usi non commerciali del file sharing.

13 aprile 2010

La lettera è firmata da parlamentari di entrambi gli schieramenti tra cui Marco Beltrandi (Radicali), Roberto Cassinelli (PDL) e Vincenzo Vita (PD), ma anche da giornalisti come Alessandro Gilioli e Vittorio Zambardino, accademici come Juan Carlos De Martin e Marco Ricolfi e associazioni, come quella radicale Agorà Digitale e il Movimento Scambio Etico.

I firmatari chiedono un incontro con il ministro per esplorare insieme le soluzioni possibili.

"On.le Ministro Roberto Maroni,

Abbiamo letto con interesse le notizie che riferiscono della sua abitudine come di qualsiasi appassionato di musica, di scaricare brani da Internet.

Come già più volte aveva fatto in passato, in due interviste, una pubblicata in data 9 aprile dal settimanale Panorama, e l'altra concessa a Radio Uno in data 10 aprile, Lei ha nuovamente dichiarato di essere contrario ad approcci repressivi, come quello francese della disconnessione da internet dei cosiddetti "pirati". Lei ipotizza addirittura una strada di collaborazione tra utenti e produttori di contenuti d'intrattenimento. Lei ha inoltre giustamente ribadito che esiste una differenza sostanziale tra il furto e la condivisione, sottolineando che l'uso di reti di file sharing equivale "a fare una copia di un cd acquistato e regalarla ad altri, cosa che avviene normalmente quando compriamo un cd e facciamo la copia per i nostri amici".

Anche il ministro Giorgia Meloni in passato fece dichiarazioni simili.

Apprezziamo il coraggio e la sincerità di chi, come Lei, si prende la responsabilità politica di raccontare la quotidianità di quanto avviene nel nostro Paese: milioni di utenti hanno ormai scelto lo strumento informatico per la ricerca e lo scambio dei contenuti che più li interessano.

Questo fenomeno non può essere semplicemente liquidato come criminalità, o, peggio "pirateria".

 Peraltro, le Sue dichiarazioni sono supportate dai risultati dell'indagine conoscitiva sulla pirateria digitale non a scopo di lucro condotta dall’Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni (AGCom), pubblicata qualche settimana fa, nella quale si evidenzia come la pirateria non commerciale nella gran parte dei casi beneficia il mercato e come misure repressive contro questo fenomeno siano inutili e dannose.

Coloro i quali si battono come noi per l'affermazione delle libertà individuali nel dominio digitale non chiedono alle istituzioni di rinunciare al proprio ruolo regolatore, ma di discutere le possibili riforme per gestire la situazione reale, che Lei mostra di ben conoscere, adottando gli opportuni provvedimenti.

Da Ministro Lei può fare molto per trarre le dovute conseguenze da quanto ha sostenuto pubblicamete.

Innanzitutto chiedendo l’abolizione della legge Urbani nella parte in cui criminalizza il file sharing sanzionandolo penalmente.

In secondo luogo impegnandosi a sostenere iniziative normative che vadano nella direzione da Lei indicata.

Già in parlamento sono state depositate alcune proposte di legge che prevedono la legalizzazione degli usi non commerciali del file sharing, come quella a prima firma Marco Beltrandi, che prevede un pagamento di una licenza da parte dell'utente o quella a prima firma Roberto Cassinelli che amplia lo spettro delle utilizzazioni libere.

Per esporLe il contenuto delle proposte e presentarLe altre attività alle quali potrebbe essere interessato a partecipare siamo a chiederLe un incontro.

Se Lei volesse essere promotore di un’iniziativa legislativa, o approfondire l’argomento, saremo lieti di mettere a Sua disposizione il contributo di esperti e centri studi che potrebbero arricchire il lavoro e il dibattito sui temi che ha dimostrato di tenere nella giusta considerazione.

Certi di un Suo gentile riscontro, porgiamo distinti saluti"

PRIMI FIRMATARI:

Ernesto Belisario, avvocato ed esperto in diritto delle nuove tecnologie

Sergio Bellucci, consulente LAIT spa, Presidente Net Left

Marco Beltrandi, deputato radicale

Rita Bernardini, deputato radicale

Paolo Brini, portavoce del Movimento ScambioEtico

Renato Brunetti, presidente di Unidata

Marco Cappato, presidente dell'Associazione Agorà Digitale

Alessandro Capriccioli, blogger, membro del direttivo di Agorà Digitale

Roberto Cassinelli, deputato del Popolo delle Libertà

Marco Ciurcina, presidente dell'Associazione Software Libero

Juan Carlos De Martin, co-direttore del Centro NEXA - Università di Torino

Fiorello Cortiana, Condividi la Conoscenza

Arturo Di Corinto, giornalista, presidente di Free Hardware Foundation

Luigi Di Liberto, coordinatore del Movimento ScambioEtico

Diego Galli, responsabile Internet di Radio Radicale

Giovanni Battista Gallus, avvocato ed esperto in diritto delle nuove

tecnologie

Alessandro Gilioli, giornalista e blogger

Athos Gualazzi, presidente dell'Associazione Partito Pirata

Lorenzo Lipparini, membro del direttivo di Agorà Digitale

Flavia Marzano, presidente UnaRete

Matteo Mecacci, deputato radicale

Francesco Paolo Micozzi, avvocato ed esperto in diritto delle nuove tecnologie

Luca Nicotra, segretario dell'Associazione Agorà Digitale

Marco Perduca, senatore radicale

Marco Pierani, Responsabile Istituzioni Altroconsumo

Marco Ricolfi, co-direttore del Centro NEXA - Università di Torino

Marco Scialdone, avvocato ed esperto in diritto delle nuove tecnologie

Guido Scorza, presidente Istituto per le politiche dell'innovazione

Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani

Vincenzo Vita, senatore del Partito Democratico

Vittorio Zambardino, giornalista e blogger

Firma la petizione!