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Risposta a Baratelli sulla Nuova Ferrara

Caro direttore, vorrei brevemente commentare alcune delle riflessioni che l’amico Baratelli ha esposto sulla Nuova a proposito di elezioni regionali.

Fiorenzo, e in questo è in compagnia della quasi totalità dei i commentatori, tralascia un aspetto decisivo: l’incredibile carica di illegalità di quasi tutta la fase preelettorale e di quella elettorale.Nel periodo 2l-26 marzo, durante il rush finale di Berlusconi («o noi o loro»), integrato, con sapiente tempistica, dall’intervento del presidente della Cei, il centrodestra ha potuto contare sul 62% degli interventi in voce nelle edizioni principali del Tg1 (contro il 17% al Pd). A seguire un 58% al Pdl sul Tg2 (21,8 per il Pd); e un 52% di Pdl sul Tg3 (contro il 24,5 al Pd). Percentuali bulgare di centrodestra nei Tg Mediaset, tanto per dirne una l’86% di interventi in voce filo-governativi a StudioAperto (il 13,8 concesso al Pd). Limitandosi al solo Berlusconi: Tg1: 22,7%; Tg2: 17,3%; Tg3: 15,7%; Tg4: 73,65%; Tg5: 39%; Studio Aperto: 83,3%. Vogliamo poi parlare di Lazio e Piemonte?  Dopo il primo marzo Emma Bonino non ha avuto neanche un secondo di presenza sul Tg1, 34 secondi sul Tg2 e 40 secondi sul Tg3. La Polverini, che era segretaria di un sindacato quasi sconosciuto erede della missina CISNAL, in due anni è stata invitata 16 volte a Ballarò (in tutto i Radicali una volta): credo non sia sbagliato affermare che sia stato proprio Ballarò, prima, a lanciare l’avversaria della Bonino, poi Berlusconi e Bagnasco a farla vincere. La Bonino per altro ha riportato più voti nel Comune di Roma malgrado tutti sappiano quale fosse la situazione di partenza dopo il caso Marrazzo: una sconfitta elettorale in presenza di una vittoria politica. Il rapporto dei tempi di parola e di antenna di Cota rispetto a quelli della Bresso, nel periodo dall’1 gennaio all’11 marzo, sono stati:  23:1 nel Tg1; 26:1 nel Tg2; 8:1 nel Tg3; 3:0 nel Tg4; 5:0 nel Tg5. Inutile dire che l’incredibile illegalità televisiva (e si sa che molti italiani decidono per chi votare proprio nell’ultima settimana e comunque davanti al teleschermo) ha ampiamente falsato il risultato. Quindi la prima delle riflessioni va attuata a proposito di legalità, democrazia e stato di diritto; o li ripristiniamo o qualunque politica, anche la migliore, sarà distrutta, inutile.

Del resto lo stesso Baratelli dice: “è più utile capire che cosa ha lasciato in eredità la fine ingloriosa della prima repubblica in termini di scarso civismo, assenza di senso della legalità, carente considerazione delle istituzioni”. Oggi Berlusconi rappresenta il vero erede, il continuatore di decenni di partitocrazia, con l’epifenomeno di un partito xenofobo, misogino (vedi pillola Ru 486), espressione di una Vandea reazionaria e rozza, in crescita e sempre più in grado di condizionare il governo.

A differenza di Fiorenzo dico: Bersani ha saputo valorizzare Emma Bonino e con lei i Radicali, in controtendenza rispetto ai suoi predecessori. Peccato che il gioco fosse truccato: altrimenti sicurissimamente avremmo vinto in Lazio e Piemonte e avremmo avuto ben altre percentuali complessive.

In questo contesto accusare Bersani non solo è ingeneroso, è anche un errore politico.Ma ora è proprio a partire da questo dato che deve iniziare un confronto con il PD, anzitutto con la lotta per una riforma elettorale uninominale e maggioritaria e anche a partire dalla presa di posizione di Franceschini sul Corriere del 2 aprile (“bisogna avere il coraggio di difendere i lavoratori e i piccoli imprenditori allo stesso modo”, “non c’è differenza fra un artigiano che fallisce e un precario che perde il lavoro”, “un sistema di welfare universale”, “è giusto chiedere ai genitori di lavorare qualche anno di più per dare ammortizzatori sociali e futuro ai figli”): insomma, una replica di tutte le proposte di riforma presentate dai parlamentari radicali nelle ultime due legislature.

E a Ferrara? Presto incontreremo il gruppo dei mariniani. Poi incontreremo la segreteria comunale del PD, cui abbiamo chiesto un incontro appena fu eletto Merli. Poi chiederemo di parlare con la segreteria provinciale. Speriamo bene.

Cordiali saluti.

 

Ferrara, 5 aprile 2010      

                                                              

                                                                         Mario Zamorani

                                                            Comitato naz. Radicali Italiani