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Sciopero della fame per le carceri - La Nuova Ferrara 14 agosto 2011

Oggi astensione da cibo e acqua, tra gli aderenti il radicale Zamorani e il deputato Bratti (Pd)

 

Un giorno di sciopero totale della fame e della sete per ottenere la convocazione straordinaria del Parlamento su Giustizia e Carceri. Lo ha indetto per
la giornata di oggi il movimento di Marco Pannella, e tra le oltre1.500 le persone che già hanno aderito a questa forma di lotta nonviolenta, ci sono anche il radicale Mario Zamorani e il parlamentare ferrarese del PdAlessandro Bratti.
«E’ una priorità molto precisa quella di dare voce e seguito alle parole pronunciate dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Convegno
“Giustizia! Innomedella Legge e del Popolo sovrano” tenutosi al Senato il 28 e 29 luglio», si legge nell’appello dei promotori.
Proprio il presidente Napolitano, in qualità di garante dei diritti costituzionali, in primo luogo degli ultimi, il 28 luglio fra l’altro ha parlato di «punto
critico insostenibile», di «giustizia ritardata e negata», di «diritti umani negati per le persone ristrette in carcere”, di “una questione di prepotente urgenza
sul piano costituzionale e civile ».
Così termina il testo dell’appello: «per dare seguito alle parole del Presidente, chiediamo urgentemente la convocazione straordinaria del Parlamento.
Per aiutare questa scelta, il giorno 14 agosto per 24 ore saremo in sciopero totale della fame e della sete anche per simboleggiare la fame e sete di legalità,
giustizia e verità del popolo che abita il territorio italiano.
In assenza di democrazia e diritto, infatti, è il popolo tutto a rischiare di soccombere».
Fra quanti hanno aderito non ci sono solo esponenti politici ma anche detenuti, parenti di detenuti, direttori di carceri (fra questi Enrico Sbriglia, segretario
del sindacato dei direttori e dirigenti penitenziari), agenti, educatori, psicologi, assistenti sociali, medici, infermieri, personale amministrativo, volontari, cappellani, insomma persone che vivono il terribile problema dell’illegalità delle carceri.