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Tavolazzi l’illusionista

 

Sulla stampa cittadina abbiamo letto del nuovo tentativo di inganno del grillino Tavolazzi. Dichiara di volere ricorrere al “referendum” (sì, lo chiama proprio così) a proposito di S.Anna, Cona e pronto soccorso.

Nella nostra società esistono delle regole, delle leggi, dei regolamenti e delle istituzioni. Da una parte ci sono quanti le rispettano e si impegnano a promuovere con rigore  la legalità contro la violenza dell’imperante illegalità. Dall’altra ci sono gli illusionisti e gli incantatori che delle regole di fanno beffe, che campano sulla demagogia e il populismo, sulla violenza dell’inganno, aspetti che vanno a danneggiare soprattutto i più deboli.

Il grillino già in passato ha ripetutamente definito “referendum” quella che non è stata altro che una pubblica conta di opinioni effettuata sulle strade. Attività legittima e da difendere, ma per noi il rispetto delle regole è, per quanto può esserlo per la nostra formazione laica, un dato quasi sacrale. Il referendum può svilupparsi solo secondo regole e parametri all’interno delle definizioni garantite dalle istituzioni. Chiamare “referendum” un pubblica conta di rispettabilissime opinioni non è altro che una truffa semantica e politica.

Chi conosce lo Statuto e l’apposito Regolamento del Comune di Ferrara – e non dubitiamo che Tavolazzi li conosca bene – sa che per la materia di cui si parla non è ammissibile il referendum. Ora i casi sino due: o Tavolazzi finge di non sapere questa ovvietà e affermando che ricorrerà al “referendum” inganna i cittadini (lo ripetiamo, in particolare i più deboli, vale a dire coloro che soprattutto sono garantiti dal rispetto delle regole), oppure intende replicare l’inganno del cosiddetto “referendum” autogestito, sempre spacciato per referendum tout court, che altro non è che inganno, mancanza di rispetto delle regole e quindi delle persone e persino violenza contro gli altri e, in ultima analisi, contro se stessi.

Da una parte si colloca la civiltà di un modello di società che rispetta le regole e lavora per la certezza del diritto, dall’altra l’inciviltà di un modello di società di illusionisti, demagoghi e imbonitori che manipolano le regole e le opinioni delle persone.

P.S.
Da una nota ANSA dell’11 ottobre. Per Beppe Grillo “dopo i 60 anni non si dovrebbe piu’ votare”. “Tra i 15 e i 60 anni il voto sia normale, dai 60 anni in poi non si voti più”. “Grillo ha precisato che il suo non e’ un attacco agli anziani ma – ha sottolineato – e’ importante che non siano i vecchi a fare le scelte”.
A Ferrara questo significherebbe togliere il diritto di voto a più di un terzo degli aventi diritto.
Ma, in particolare, adesso chi glielo dice al sessantenne Tavolazzi?

Paolo Niccolò Giubelli, Mario Zamorani                                            
Segretario e presidente di Radicali Ferrara