Poll

Doppia tessera: è giusto che il PD la neghi ai radicali?
No
100%
0%
Non so
0%
Voti totali: 2

Comunicato del 14 Ottobre 2009

I radicali di Ferrara hanno scelto il centro sinistra sei anni prima dei radicali di Roma; con generosità, senza chiedere nulla in cambio. Hanno sostenuto il sindaco Sateriale nei momenti per lui più difficili e quasi drammatici, e con maggiore convinzione - si può ben sostenere - del suo stesso partito, quando cercava di correggere i gravi guasti del passato. Hanno sostenuto un ruolo di qualche importanza nella fuoriuscita dal “soffrittismo”, termine da noi coniato e in relazione al quale abbiamo chiesto una commissione comunale di studio e di analisi; proposta naturalmente rifiutata. Hanno concordato vari progetti politici con Sateriale durante il suo primo mandato, relativi alla città e alla cittadinanza, ma in massima parte quegli accordi non sono stati rispettati. I radicali hanno sostenuto elettoralmente Sateriale e Dall’Acqua al loro secondo mandato. Successivamente i radicali hanno ricevuto offerte specifiche e operative, mai di potere o partitocratiche, da Sateriale; nessuna di queste offerte è poi stata rispettata. Il leader radicale Mario Zamorani ha dovuto mettere in atto uno sciopero della fame di 15 giorni, affiancato nell’iniziativa nonviolenta da dieci compagni del suo stesso partito, al solo scopo di essere ricevuto da Sateriale e da Dall’Acqua; incontrando le due figure istituzionali si è giunti a quattro accordi operativi, a favore della città e della cittadinanza, non dei radicali: tutti disattesi completamente. I radicali hanno sostenuto elettoralmente Tagliani e Zappaterra, con socialisti e repubblicani. Nel corso di questi anni hanno inoltrato numerose proposte politiche firmate da migliaia di cittadini, in un caso con completo accoglimento delle istituzioni, in parte accolte e non rispettate, in buona parte non accolte. E si potrebbe andare oltre con questo racconto.

Vero è che i radicali sono stati, nei fatti, avversati in ogni modo da Sateriale e da Dall’Acqua.

Ora, senza nulla chiedere com’è nostra abitudine, con la consueta, irrituale trasparenza i radicali di Ferrara dichiarano pubblicamente che aspetteranno un tempo davvero breve per verificare se ci sarà un significativo investimento dell’attuale centro sinistra nella singolarità, prudenza, capacità di proposta, onestà intellettuale e moralità politica dei radicali. Lo aspetteranno dal sindaco, dalla presidente della Provincia e dai segretari del centro sinistra, in primis dal segretario del PD, Paolo Calvano.

Se investimento non ci sarà, parafrasando “Addio Lugano bella”, che racconta dell’espulsione dalla Svizzera di un gruppo di anarchici nel 1895, i radicali di Ferrara si rivolgeranno al centro sinistra con un “cacciati senza colpa, i radicali van via”. E un punto deve essere ben chiaro, se questo avverrà, sarà se, e in quanto, cacciati. Questo diciamo anche ai nostri compagni socialisti e amici repubblicani, con i quali abbiamo dato vita alla lista “Laici Riformisti” che oggi conta un assessore, un consigliere comunale e vari consiglieri di circoscrizione. Socialisti e repubblicani sono del tutto incolpevoli rispetto a quanto fin qui enunciato, ma ora li invitiamo a sostenere con la massima energia le nostre considerazioni; li invitiamo a fare loro le nostre stesse parole.

Se i Radicali verranno cacciati dall’attuale centro sinistra di Ferrara (come nei fatti cercarono di fare Sateriale e Dall’Acqua) poco male. Noi continueremo a essere noi stessi. Continueremo “imperterriti, ostinati, eternamente contrari, a pretendere, a volere, a identificarci con il diverso, a scandalizzare” come scrisse dei radicali Pier Paolo Pasolini nel novembre del 1975, nel suo ultimo intervento prima della morte.

Come abbiamo contribuito in modo significativo all’uscita dal soffrittismo, così oggi crediamo di essere utili per uscire da un certo solipsismo istituzionale post-Sateriale: e per questo fine appaiono necessarie solide iniezioni in termini di dialogo, trasparenza, partecipazione democratica, attenzione ai diritti umani, e laicità intesa come metodo e non solo come obiettivi, aspetti che i radicali sanno praticare in forza della loro storia e identità.

Se, poi, saremo formalmente espulsi, non sarà così irragionevole osservare che il nostro non partecipare ad alcuna spartizione ci rende, agli occhi di quanti operano anche per spartizioni, anomali e quindi inaffidabili.

Paolo Niccolò Giubelli, segretario Radicali Ferrara

Felice Bruno, tesoriere Radicali Ferrara

Mario Zamorani, Comitato naz. Radicali Italiani