Quando un mese fa con chiara Bonora e Stefano Droghetti presentammo la lista Bonino-Pannella ponemmo al centro dell’attenzione il problema della sistematica violazione delle regole del gioco e della legalità nel nostro Paese: un impegno decisivo in questo senso – dicemmo – rappresenterebbe nei fatti un atto del tutto rivoluzionante. Poi durante la fase della raccolta delle firme denunciammo le violazioni continue e strutturali prodotte da una legge, quella elettorale, sicuramente bizantina e soprattutto criminogena, induttrice di violazioni della legalità. Allora pochi ci ascoltarono, forse oggi tutti si sono convinti quanto fossero (e siano) centrate le nostre parole, almeno dopo i fatti del Lazio e della Lombardia, in forme varie venuti alla luce come una punta di iceberg proprio grazie ai Radicali. Le nostre lotte per la legalità continueranno, proprio ora mentre sembra che l’intero sistema paese rischi di crollare su se stesso per illegalità ad ogni livello. “La strage di legalità non può che produrre anche strage di vite” ammonisce da anni Marco Pannella.
Dopo il nostro non raggiungimento delle mille firme necessarie per presentare la lista Bonino-Pannella a Ferrara, impossibilità oggettiva per chi non ha apparati, burocrazie, santi in paradiso o lobbies di riferimento (in effetti non abbiamo neppure una sede e le nostre riunioni si tengono a casa mia con il cane che si aggira fra i presenti), poche riflessioni e commenti.
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Ringrazio i responsabili dei Socialisti e dell’Idv per averci offerto un aiuto, ma in entrambi i casi e per differenti motivi abbiamo rifiutato; ringrazio il segretario del PRI per essere venuto con noi in piazza; ringrazio Fiorentini, candidato dei Verdi, e Tavolazzi, candidato con Grillo, per avere firmato per noi e per le loro parole di solidarietà; ringrazio i militanti di Rifondazione che in piazza si sono rammaricati di non potere firmare per noi avendolo già fatto per il loro partito e che ci hanno ringraziato per, hanno sostenuto, la migliore notizia dell’anno: avere fatto allontanare la Binetti dal centro sinistra; ringrazio l’amico, del gruppo dirigente dei Comunisti Italiani, che si è mostrato particolarmente dispiaciuto per la nostra assenza dalla scheda elettorale; ringrazio calorosissimamente i mariniani che in grande numero hanno firmato per la nostra lista. Chi manca? I vertici del partito a Ferrara di maggioranza relativa. Pur più volte incontrati per caso per strada non hanno neppure pronunciato un “come va?”, quanto si fa abitualmente per semplice buona educazione non dico con gli amici, ma pure con i semplici conoscenti; neppure un “come va?”, mentre i rapporti Bersani-Bonino sono davvero molto buoni e pure i rapporti Bersani-Radicali più in generale. (Non è ininfluente sapere che a Roma tempo addietro si sono incontrati Bersani, Bonino e altri e che in quell’occasione si è convenuto che in varie regioni i Radicali si sarebbero presentati da soli; sulla base di uno studio dell’Istituto Cattaneo che dimostra che quando i Radicali si presentano da soli alle elezioni, prendono più voti da un bacino potenziale di centro destra – vedi dichiarazioni di Penati in Lombardia -; grazie all’amico Roberto Montanari a questo proposito ho avuto uno scambio di email con il segretario regionale del PD, le cui ultime parole, del 12 febbraio, sono state: “comunque domani ti chiamo”. Sono ancora in attesa di quella chiamata. Spero di non dovere rendere pubblico l’intero scambio di email.)
Concludo affermando che se venissi a sapere che qualcuno, chiunque, dovesse sostenere che nella fase della raccolta delle firme abbiamo chiesto aiuti ad altri partiti, sappia che verrà immediatamente querelato.
Mario Zamorani (che ha cercato di candidarsi con la lista Bonino-Pannella)
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